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Emergenza Aviaria in Italia
 
 
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05.03.2006

CIAMPI RINVIA IL DECRETO ALLE CAMERE

Rinviato alle Camere dal capo dello Stato, per mancanza di copertura finanziaria, il decreto legge che contiene aiuti per prevenire l'epidemia da influenza aviaria.
''Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi - si legge in una nota del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'art.74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: 'Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n.2, recante interventi urgenti per i settori dell'agricoltura, dell'agroindustria, della pesca, nonché in materia di fiscalità d'impresa' per inosservanza dell'art.81, quarto comma, della Costituzione, con ri ferimento alla copertura finanziaria della parte della legge relativa all'intervento agevolativo in materia di versamento dei contributi previdenziali agricoli.

Una decisione appresa con ''stupore e amarezza'' dal ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno: ''Recupereremo tutte le norme più importanti - assicura comunque Alemanno - recependo i suggerimenti del capo dello Stato''.

''Credo che, vista la straordinaria importanza del decreto rinviato alle Camere - afferma invece il presidente della commissione Agricoltura del Senato Maurizio Ronconi dell'Udc - sia necessario un serio impegno bipartisan per approvarlo nuovamente con immediatezza e soprattutto per individuare le coperture finanziarie necessarie non solo per le aziende avicole ma anche per garantire i provvedimenti previdenziali. Non credo che sia proponibile alcuno scorporo ma solo un approfondimento della copertura finanziaria complessiva''.

Critiche sono giunte intanto dal centrosinistra.
''Il governo è irresponsabile non sa neppure fare i conti per un provvedimento urgente che deve fronteggiare una situazione complessa e difficile'', sottolinea per la Margherita Rosy Bindi che incalza: ''E' l'ennesima prova della superficialità con cui si affrontano, pur in presenza di un atteggiamento responsabile dell'opposizione, temi che destano una comprensibile preoccupazione nella pubblica opinione. Gli operatori del settore - sostiene l'esponente Dl - sono stati presi in giro''.

Rincara la dose il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio: 'Il rinvio alle camere del decreto sull'emergenza aviaria dimostra che questo governo è incapace''.
''E' gravissimo - prosegue Pecoraro Scanio - che non sia stata prevista una copertura economica per i provvedimenti. Evidentemente per norme di interesse generale l'attenzione della Cdl non è massima. Questo rinvio - afferma il leader del Sole che ride - è anche la conferma che la finanza creativa di Tremonti lascerà una pesantissima cambiale da pagare al prossimo governo. Le casse sono disastrate da cinque anni di incapacità''.

A sottolineare poi come ''Si parla da mesi del pericolo aviaria e della necessità di fare fronte al potenziale dilagare dell'epidemia e si scopre oggi che il presidente Ciampi deve rinviare alle Camere il decreto perché manca la copertura finanziaria'' è Marco Rizzo, capodelegazione dei Comunisti italiani all'europarlamento.
''E' vergognoso'', sostiene Rizzo. ''Siamo di fronte a un governo incapace che scherza col fuoco e con la salute degli italiani''.

 

04.03.2006

Sono 21 i cigni colpiti nel nostro Paese, 20 sono morti. Cinque i casi ad alta patogenicità, in Puglia, Calabria e Sicilia

L'influenza aviaria è giunta anche in Italia. Sono 21 i cigni colpiti nel nostro Paese dal virus, di cui 20 morti e uno ammalato. Secondo i risultati degli esami del Centro di riferimento di Padova, sono 5 i casi di H5N1 ad alta patogenicità (uno nella provincia di Taranto, uno a Vibo Valentia e 3 in Sicilia tra Messina e Catania), in altri tre (di cui 2 in Puglia e uno in Calabria) gli esami hanno dato esito negativo. Si attendono i risultati sugli altri volatili e su un cigno trovato in provincia di Lecce. Lo ha affermato il ministro della Salute Francesco Storace oggi pomeriggio durante una conferenza stampa al ministero. L'allarme aviaria, dopo aver toccato Turchia ed Africa, ha dunque colpito anche il nostro Paese, e nuovi casi sono stati confermati anche in alcuni cigni selvatici in Grecia e Bulgaria.

''Siamo preoccupati'', afferma Storace, rivolgendo però l'invito a ''non alimentare psicosi''. ''Finora - tranquillizza il ministro - non ci sono mai stati casi di trasmissione del virus H5N1 dagli animali selvatici all'uomo''. ''Non c'è nessun motivo - sottolinea Storace - per cambiare le abitudini alimentari''. ''Sto facendo indigestione di pollo - continua -. Non lo dico per il gusto della battuta, non è il momento di scherzare, ma il pollo italiano è davvero sicuro perché controllato''. ''Il Paese - conclude - deve essere certo che se fossimo preoccupati saremmo i primi a dirlo, perché nessuno vuole avere la responsabilità di non avere avvisato i cittadini''.
Rispondendo ai giornalisti, Storace precisa: ''Per l'Organizzazione mondiale della sanità, il virus non ha compiuto nessun salto di qualità che lo renda in grado di trasmettersi da uomo a uomo''. ''Per l'Oms - afferma - l'allerta rimane di fase III, la stessa da maggio''. In ogni caso, prosegue Storace, ''abbiamo dato disponibilità alle Regioni in cui è stato accertato il virus, qualora lo richiedano, di inviare i farmaci antivirali''. Sono 400 mila i cicli terapeutici che il nostro Paese acquisterà in totale: 170 mila sono già disponibili, altri 50 mila cicli arriveranno entro marzo.

Il ministro della Salute riferirà martedì in Parlamento sui casi di influenza aviaria nei cigni reali in tre regioni italiane e sulle misure adottate. Storace sarà in Commissione Affari sociali alle 14.00 e poi in Commissione Sanità del Senato alle 16.00.

Immediatamente, questa mattina, si è riunita l'Unità di crisi, per valutare eventuali nuovi provvedimenti preventivi. Storace ha firmato l'ordinanza che vieta per 21 giorni la movimentazione di animali vivi e carne nelle regioni colpite. L'ordinanza obbliga Sicilia, Calabria e Puglia a ''istituire attorno ai luoghi in cui è stata confermata l'influenza aviaria ad alta patogenicità, una zona di protezione di almeno tre chilometri, una di sorveglianza del raggio di almeno 10 km''. E' vietato inoltre il trasporto di volatili domestici e in cattività, di uova da cova, di carne. Divieto anche per la caccia agli uccelli selvatici e per fiere, mercati ed esposizioni di volatili.

L'Unità di crisi si riunirà anche domani. Alla riunione parteciperanno i rappresentanti delle tre regioni, Puglia, Calabria e Sicilia, in cui è stata accertata la presenza dell'H5N1. Saranno esaminate eventuali ulteriori misure da intraprendere.
Sugli interventi già adottati, si esprimerà lunedì l'Unione europea, martedì mattina, invece, sarà convocato il tavolo tecnico.

E' stato temporaneamente posto in quarantena il centro faunistico di Catania dove la scorsa settimana furono portati 7 cigni, un pollo sultano e una gru trovati nel catanese e nel siracusano e tratti in salvo da animalisti e veterinari. Si tratterebbe di una misura di precauzione. Nessun commento viene rilasciato dai responsabili del centro, sembra però che gli animali non si trovino più nella struttura. I nove volatili, recuperati la settimana scorsa, avrebbero fatto parte di uno stormo che potrebbe aver perso la rotta a causa del maltempo.

Oltre a Storace oggi a rassicurare i consumatori è stato anche il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno che ha spiegato: ''Si tratta di animali selvatici arrivati in Italia sospinti dal freddo. Non c'è quindi alcun pericolo sul versante alimentare perché, appunto, non è un'influenza aviaria che arriva attraverso gli allevamenti avicoli''. Dello stesso parere la Confederazione italiana agricoltori (Cia) che invita a ''evitare ingiustificati allarmismi, ma a intensificare i controlli''.

 

02.03.2006

UN GATTO CON IL VIRUS H5N1
IN GERMANIA

Un gatto è stato trovato positivo all'H5N1 in Germania. E' la prima volta in Europa di un animale contagiato che non sia un uccello. Lo conferma un laboratorio tedesco. Il gatto è stato trovato morto
Nel cerchio rosso l'isola dove è stato trovato l'animale
sulla parte esterna dell'isola di Ruegen (isola di 976 kmq, con 74 mila abitanti) nel mar Baltico, dove sono stati recentemente registrati circa 100 casi di uccelli selvatici infetti da H5N1, dice l'istituto Riedrich Loeffler.
L’Organizzazione mondiale della sanità aveva già segnalato la possibilità, molto rara, di passaggio del virus nei felini, verificatosi in Thailandia in gatti entrati in contatto con carcasse di uccelli morti. Il passaggio era stato testato anche in laboratorio.

L'esperto: «Un fatto già accaduto in Asia. Per l'uomo finora non ci sono rischi maggiori»
PRIMO CASO IN EUROPA - «Pur non potendo escludere in via teorica, l’ipotesi che un gatto affetto dall’influenza aviaria possa trasmetterla all’uomo, si potrebbe verificare unicamente a seguito di uno stretto contatto con il felino infetto, che a sua volta avrebbe dovuto contrarre il virus cibandosi delle carcasse di volatili morti». ha dichiarato Thomas Mettenleiter, direttore del laboratorio tedesco Friederich Loeffler, che ha annunciato di aver individuato il virus sul gatto trovato morto sull’isola baltica di Ruegen.

PREOCCUPANO I MAIALI «Sapevamo della possibilità che mammiferi venissero infettati dall’H5N1», ha detto Maria Cheng dell’Oms. «Ma non è chiaro che cosa questo significhi per l’uomo. Non sappiamo se altri animali, oltre ai volatili, possono essere veicoli di trasmissione della malattia, se il virus sia presente nelle loro escrezioni, e che in seguito a che tipo di esposizione l’uomo possa essere eventualmente contagiato». Comunque, l’esperta ha confermato all’Associated Press che non vi è alcun caso noto di passaggio del virus all’uomo da altra specie che i volatili. In realtà, non sono i felini i mammiferi che preoccupano maggiormente gli scienziati. I timori principali si indirizzano infatti verso i maiali, perchè questi ultimi possono essere infettati anche dai ceppi influenzali che contagiano l’uomo. Il timore è che il virus dell’aviaria e quello dell’influenza comune, entrati in uno stesso organismo, possano scambiarsi il materiale genetico, creando un virus di nuovo genere, in grado di infettare direttamente gli esseri umani.

I VETERINARI - «I gatti domestici italiani, come i polli dei nostri allevamenti, sono al sicuro dal virus dell'influenza aviaria». Getta acqua sul fuoco Carlo Scotti, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), dopo la notizia del ritrovamento, in un'isola tedesca del Mar Baltico, di una carcassa di gatto positiva al virus H5N1. Per l'Anmvi, il contagio, avvenuto in un'isola «dove sono stati ritrovati oltre 100 uccelli morti, non ci dice niente di nuovo sul virus in sè». «I proprietari di gatti che vivono in casa possono stare tranquilli - spiega all'Adnkronos Scotti - e anche chi vede scorrazzare intorno al proprio giardino quei mici che vivono in semilibertá. Sappiamo infatti che piccioni e passeracei che vivono a ridosso delle abitazioni sono immuni al virus dell'influenza aviaria. Dunque anche per quei gatti che mangiano un po' a casa un pò 'fuorì non ci sono pericoli». Per il veterinario le uniche preoccupazioni riguardano «i gatti randagi che possono cibarsi di carogne di uccelli migratori uccisi dall'H5N1. Ma anche in questi casi si tratta di un'evenienza rara. E comunque non ci sono pericoli per l'uomo».
GATTI IN CASA NELLE ZONE A RISCHIO - Ad ogni buon conto il ministero dell'Agricoltura tedesco ha rivolto un invito alla popolazione a tenere in casa anche i gatti, almeno nelle zone a rischio. «I gatti nelle zone di protezione devono essere tenuti in casa, per quanto è possibile» ha dichiarato oggi ai giornalisti la portavoce del ministero dell'Agricoltura tedesco, Ulrike Hinrichs. Anche uno stretto contatto con essi andrebbe evitato, ha detto la portavoce dopo che sull'isola di Ruegen per la prima volta in Germania è stato accertato in un mammifero, un gatto, la presenza del virus dell'influenza aviaria H5n1. «Al momento le zone di protezione esistono in diverse regioni della Germania» ha detto la portavoce, invitando comunque a non farsi prendere dal panico, in quanto non è neanche chiaro se il virus H5n1 appena accertato sul gatto sia del tipo pericoloso per gli esseri umani.

 

27.02.2006

ALEMANNO: INSEGNAMO A TUTTA LA UE.

Bruxelles. La Francia conferma: i 400 tacchini morti in un allevamento erano infettati dal virus dell’influenza aviaria. É la prima volta in Europa. E mentre Parigi sta attuando tutte le misure di emergenza, Roma tira un sospiro di sollievo: «La Commissione europea ha autorizzato un pacchetto di misure che noi tradurremo nel decreto legge di mercoledì per un ammontare di cento milioni di euro».
Il ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno, all’indomani del negoziato tecnico tra gli esperti italiani dell’Agricoltura e quelli europei sulla richiesta dell’Italia di accordare aiuti nazionali per sostenere il settore avicolo colpito dalla caduta dei consumi in seguito ai timori per l’influenza aviaria, è visibilmente soddisfatto.
Riferendosi all’operato suo e di Sorace, ministro della Salute, Alemanno ha detto: «Siamo andati a Bruxelles a insegnare come si fanno le cose».
«La Commissione europea ha esaminato informalmente il testo del nostro decreto», ha precisato, «e ci ha autorizzato a prendere le misure che abbiamo concordato: cioè interventi a sostegno della filiera letti sull’angolatura di carattere sanitario, come aveva suggerito il ministro per la salute Francesco Storace».
Oltre ad accordare gli aiuti, la Commissione, in un documento in 12 punti approvato dai 25, ha precisato inoltre che «è importante verificare accuratamente la possibilità di etichettare la carne fresca di pollame distribuita nei paesi dell’Unione europea».
«Si tratta», spiega ancora Alemanno, «di un documento politico importante, non un regolamento né una legge europea, ma un impegno fondamentale anche perché ci aiuta a risolvere le procedure di infrazione che la Commissione ha aperto nei confronti dell’Italia. Il nostro Paese aveva infatti deciso di mettere l’etichettatura ai propri polli».
E circa il ritrovamento in Francia dei 400 tacchini colpiti da virus dell’aviaria, Alemanno ha detto: «Stiamo cercando di acquisire tutte le indicazioni per capire come questo possa essere avvenuto. Per quanto ci riguarda le linee guida e le indicazioni sanitarie date dall’Italia sono state giudicate dall’Organizzazione mondiale della Sanità come le migliori e quindi siamo convinti che siano a prova di bomba».
Opinione condivisa anche dal direttore generale dell’Unione Nazionale Avicoltori (Una) Rita Pasquarelli: la situazione italiana, dice, «è molto diversa da quella della Francia; qui c’è un sistema di monitoraggio eccellente».
Scongiurato un ulteriore crollo del mercato del pollame dopo le notizie giunte dalla Francia, per la Coldiretti la situazione resta grave. «La possibilità di riconoscere il pollo Made in Italy grazie all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza - nel nostro Paese l’etichettatura delle carni nazionali è obbligatoria da ottobre 2005 - ha evitato che la conferma del primo caso di influenza aviaria in un allevamento francese si ripercuotesse negativamente sui mercati nazionali».
Ma non ha frenato il crollo dei consumi. Consumi che stanno precipitando anche all’estero.
In Francia è lo stesso presidente Jacques Chirac a lanciare un appello alla popolazione: «Non c’ è pericolo a mangiare pollame e uova».
E mentre il Giappone annuncia di chiudere con le importazioni di fois gras e pollame dalla Francia, al Salone dell’agricoltura di Parigi Chirac ricordato che «il virus è distrutto automaticamente alla cottura». Per tranquillizzare ulteriormente gli abitanti, la Ue ha superato le ultime resistenze accordando a Francia e a Olanda la possibilità di vaccinare preventivamente, ma in modo mirato, il loro pollame.
Oltremanica, a Londra, intanto, il governo inglese non perde tempo e di fronte a un’eventuale possibilità di pandemia sigla un contratto per la fornitura di vaccino influenzale con l’azienda Chiron.
Anche perché in India è stato scoperto un secondo focolaio nell’Ovest del Paese, in Indonesia l’H5N1 continua a mietere vittime, sono una ventina, mentre in Cina nei giorni scorsi si è registrato il secondo caso di contagio umano.
l'Arena, 26 febbraio 2006

25.02.2006

CONFERMATO IL VIRUS DELL'AVIARIA IN FRANCIA, CHIRAC "CALMA"

E' emergenza in Francia dopo la conferma che e' stato proprio il virus altamente patogeno H5N1 dell'influenza aviaria ad avere fatto strage di tacchini nell'allevamento vicino Versailleux. E' il primo caso di contagio in un allevamento al chiuso al'interno dell'Unione Europea, dopo che in Austria la malattia aveva contagiato polli e tacchini in una riserva naturale.
Per tranquillizzare la popolazione e far risalire i consumi, crollati gia' del 25-30 per cento, il presidente Jacques Chirac ha invitato alla calma e ribadito che non c'e' pericolo alcuno nel consumo di carne e uova ben cotti.
Ma probabilmente non bastera', se anche le autorita' nipponiche hanno gia' deciso di sospendere tutte le importazioni di prodotti avicoli dalla Francia, principale produttore tra i Venticinque.
La conferma ufficiale della presenza del virus-killer nell'azienda avicola vicino al villaggio di Joyeux e' arrivata nella notte: "Il virus H5N1 e' la causa della moria di tacchini allevati nel dipartimento dell'Ain", ha fatto sapere il ministero dell'Agricoltura con un comunicato. Il ministero ha aggiunto che tutti gli animali dell'azienda agricola "sono stati sacrificati" e le carcasse "distrutte" e che il recinto e' stato "disinfettato".
Del resto, circa 400 tacchini erano morti immediatamente e il resto degli 11.000 che popolavano l'allevamento, sono stati sacrificati. I due primi casi di virus H5N1 erano stati individuati in Francia il 18 e il 22 febbraio, in due anatre selvatiche, proprio nel dipartimento dell'Ain (la prima, ad appena 800 metri dall'allevamento colpito).
Il laboratorio di riferimento dell'Agenzia Francese per la Sicurezza Sanitaria degli Alimenti (Afssa) ha confermato che il virus H5N1 trovato nei tacchini contagiati e' simile "al 99 per cento" a quello identificato nel primo uccello selvatico trovato morto, lo scorso 18 febbraio. Adesso le autorita' hanno ordinato uno studio epidemiologico per capire come possano essersi contaminati i tacchini. (Agi)

 

24.02.2006

IN EUROPA 8 I PAESI COLPITI

Abbattuti tutti gli 11 mila volatili di un allevamento in Francia.

Chirac annuncia "la mobilitazione totale del governo e dei poteri pubblici". Secondo land colpito in Germania. Casi sospetti in Georgia e Cambogia. Italia delusa dal vertice di Vienna. Da noi happening a Montecitorio di Confcooperative e Avitalia.
Casini: "Mangiate pollo perchè fa bene". Prodi: "Serve un ministero forte dell'agricoltura".
La carne bovina e suina impazza sulle tavole degli italiani

Sono ormai 8 i paesi dell'Europa colpiti dall'influenza aviaria. Il problema non è soltanto dell'Italia anzi ci sono stati paesi colpiti in forme più gravi».
Lo ha detto il ministro della Salute Francesco Storace in apertura del vertice informale dei ministri della salute dell'UE sull'aviaria riuniti a Vienna.
«Crediamo - ha spiegato Storace - di dover impostare una discussione che ci consenta di rispondere ai problemi dei consumatori e far sì che l'Europa sia attrezzata a fronteggiare la malattia, nel caso che le fosche previsioni dell'Organizzazione mondiale della sanità dovessere avverarsi».
Quanto all'etichettatura obbligatoria, già in vigore in Italia, 'i ministri UE hanno già ricevuto l'altro ieri una lettera - ha proseguito il ministro - le alcuni paesi sono già disponibili a fare un pezzo di strada con noi. Sono Paesi piccoli, ma con quelli più grandi c'è la possibilità di tessere alleanze». Nell'agenda dei ministri europei sono già programmati due appuntamenti: ad aprile e a giugno. In quest'ultimo verranno prese le decisioni formali sul percorso comune da seguire

22.02.2006
Aviaria, donna muore in Indonesia, l'India attende i risultati dei test. Nuovo caso su un migratore in Calabria, primo caso in Ungheria, due anatre selvatiche in Slovenia. La psicosi aviaria solo in Italia, in Europa il consumo di pollame cresce. A rischio anche 900 imprese di autotrasporto in Emilia Romagna e in Veneto.


Nell'immagine: Paesi che hanno segnalato influenza aviaria nei volatili secondo l'OIE (elaborazione Hylobates).

 
MUMBAI (Reuters) - L'Indonesia ha annunciato oggi che una donna è morta per l'influenza aviaria, mentre l'India attende a ore i risultati dei test effettuati su 12 persone tenute in quarantena.
Il virus si è diffuso rapidamente in Europa, Africa e ora in India, il secondo Paese più popoloso del mondo, dove la maggioranza della gente vive in zone rurali a stretto contatto con il pollame.
Ieri Malaysia e Ungheria hanno annunciato, come altri 13 Paesi questo mese, di avere individuato focolai di H5N1 negli uccelli.
Gli addetti sanitari in India, intanto, stanno uccidendo centinaia di migliaia di uccelli per cercare di tenere sotto controllo l'epidemia.
Le 12 di persone in quarantena sono nell'ospedale di Navapur, cittadina nello stato occidentale di Maharashtra, dove il virus è stato rinvenuto nel pollame sabato.
"I risultati iniziati (dei test effettuati su di loro) sono attesi stasera", ha detto a Reuters Vijay Satbir Singh, il più alto funzionario del settore sanitario di Maharashtra . "Teniamo le dita incrociate".
Il virus ha provocato la morte di oltre 90 persone dal 2003. Nonostante la rapida diffusione nel mondo, i casi umani continuano a essere rari.
Reuters, 22 febbraio 2006