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Un decalogo contro l'intossicazione da funghi
 

14/09/2005

L'Azienda sanitaria 7 ha già attivato quattro centri per il controllo micologico. Un decalogo contro l'intossicazione da funghi

Evitare possibili rischi di intossicazione da funghi? Basta rivolgersi ai centri per il controllo micologico attivati dall'Azienda sanitaria 7, attraverso l'unità operativa igiene degli alimenti e della nutrizione diretta da Francesco Faragò. Questi centri offrono infatti prestazioni gratuite finalizzate alla prevenzione delle intossicazioni da funghi a crescita spontanea. Attualmente sono aperativi i centri: in via De Gasperi 16, a Chiaravalle Centrale al polo sanitario in via Foresta ed a Soverato nella sede del distretto in piazza Casalinuovo. Nei prossimi giorni, in collaborazione con la comunità montana della Presila, sarà attivato un quarto punto di controllo a Villaggio Mancuso. Questi centri funzioneranno con personale specializzato che può, quindi, dare ogni indicazione sulle specie raccolte e la massima garanzia sulla loro commestibilità. Uno dei compiti dei centri di controllo micologico è, infatti, quello di fornire notizie ai privati cittadini sui funghi raccolti ed in modo assolutamente gratuito. Per gli esercizi commerciali è previsto, invece, il rilascio del “certificato di commestibilità” che deve accompagnare sempre la vendita al dettaglio. Questo perchè attraverso il certificato viene garantita in forma assoluta la sicurezza al consumo del prodotto acquistato. E per evitare intossicazioni da funghi, bisogna seguire un vero e proprio decalogo: prima di tutto bisogna raccogliere e consumare solo funghi che si conoscono con sicurezza, non fidarsi mai della determinazione fatta unicamente attraverso un libro perché le rappresentazioni a volte ingannano, accettare consigli solo da persone qualificate e con esperienza, non basarsi sulla determinazione empirica come l'aggiunta di aglio, l'aggiunta della moneta di argento o di ferro rovente sul fungo mangiato dalle lumache, se si acquistano, chiedere sempre il certificato di commestibilità, non regalare funghi se la loro commestibilità è incerta perché si incorre in gravi responsabilità, non consumare funghi freschi tenuti in sacchetti di plastica, non raccoglierli in zone di possibile inquinamento, come la vicinanza di discariche, all'interno e in vicinanza dell'abitato, di strade, di insediamenti industriali o artigianali inquinanti. I funghi sono alimenti facilmente alterabili, quindi si devono consumare entro breve tempo e dopo una cottura di almeno 15 minuti. Gli esperti consigliano la cottura alla griglia, sulla piastra e in altri modi adeguando tempi e temperatura di cottura. Il consumo dei funghi è sconsigliato a bambini, anziani, donne in gravidanza e in allattamento, persone affette da particolari malattie (fegato, reni, intestino in particolare), le persone adulte e sane devono comunque consumarne sempre quantità limitate. «Non sono pochi i casi di intossicazione da funghi che annualmente si verificano quasi sempre dovuti al fatto che durante la raccolta spontanea si fa affidamento ad una conoscenza superficiale delle specie commestibili – ha affermato il responsabile Faragò – o addirittura ci si orienta sulla base di antiche credenze, quali quella che ritiene buoni tutti i funghi che crescono su ceppaie o quell'altra che considera sicuri i funghi mangiati dalle lumache». Qualche volta, ha aggiunto lo specialista, «per fortuna rara, questo comportamento superficiale provoca la morte del soggetto, spesso però porta a gravi patologie residue: di fronte a seri casi di intossicazione, capita addirittura di ascoltare soggetti che reputano di conoscere adeguatamente i funghi e di saper scegliere quelli commestibili con certezza, ma evidentemente non è così». Ecco perchè per il responsabile dell'unità operativa di igiene «per la raccolta di funghi spontanei è importante un atteggiamento di grande prudenza perché la commestibilità delle specie deve essere individuata senza alcun margine di errore». Il consiglio che l'unità operativa igiene degli alimenti e della nutrizione dà ai cittadini, ha affermato il responsabile Faragò, «è di esigere sempre l'esibizione del certificato di commestibilità e di non acquistare mai funghi che ne siano privi o proposti da venditori ambulati». Questo perché, ha aggiunto, «i certificati di commestibilità vengono rilasciati non solo dopo averne constatato la idoneità al consumo, ma solamente agli esercenti la vendita che siano dotati di apposita autorizzazione, rilasciata dopo che gli stessi avranno superato un apposito esame e dimostrato specifica competenza». Per quanto riguarda invece la vendita in forma ambulante, ha concluso Faragò, «la normativa nazionale ne vieta la pratica perché i soggetti che la praticano spesso sfuggono ai previsti controlli».

Fonte: La Gazzetta del Sud