09/08/2005
L'atterraggio è avvenuto con successo

Ore 14.12: lo Shuttle Discovery è atterrato sulla pista della base Edward Air Force in California. Dal centro di controllo di Houston, che ha seguito tutte le operazioni, sorrisi e applausi. Lo shuttle era stato lanciato il 26 luglio ed è stato in orbita per oltre 13 giorni, due più di quanto previsto. Complessivamente, la navetta ha coperto quasi 9,3 milioni di chilometri e ha visto 229 tramonti.
Subito dopo l'atterraggio, la comandante Eileen Collins ha trasmesso via radio al Centro di Controllo della missione a Houston in Texas: "Ci siamo fermati". La risposta è stata: "Benvenuti a casa, amici". A bordo della navetta, c'erano sette astronauti, due donne e cinque uomini, fra cui un giapponese.
C'era un pò di preoccupazione per il rientro, a causa del danno riportato durante il lancio da Discovery allo scudo termico. Lo stesso tipo di inconveniente era stato all'origine, il 1 febbraio del 2003, del disastro del Columbia. Il ritorno a terra, con un giorno di ritardo sul previsto, è stato autorizzato dalla Nasa dopo che due membri dell'equipaggio capeggiato da Eileen Collins, una veterana dei voli spaziali, hanno effettuato dei lavori di manutenzione all'esterno della navetta, mentre questa orbitava attraccata alla Stazione spaziale internazionale a una velocità di circa 26.000 chilometri l'ora.
La missione, durata 14 giorni, è stata fonte di apprensione fino all'ultimo. La navetta doveva atterrare, infatti, a Cape Canaveral, in Florida, la sua sede naturale. A causa delle perturbate condizioni atmosferiche è stato deciso di dirottarla sulla pista della base aerea di Edwards, nel deserto di Mojave, dove lo shuttle si è posato al termine di una manovra perfetta.
Il rientro per oggi
Il primo atterraggio possibile era previsto per le 11.07 ora italiana. Disposto dalla Nasa un rinvio di 90 minuti. La navetta potrebbe posarsi anche in California o in New Mexico. Astronauti svegliati da una canzone dei Beatles.
Questa dovrebbe essere la volta buona, ma già la prima delle sei possibilità di rientro (alle 11,07 - ora italiana - in Florida) è saltata. Il ritorno a terra della navetta spaziale Discovery, previsto per le 11:07 italiane, è stato rinviato di 90 minuti a causa delle condizioni meteorologiche sulla base di Cape Canaveral in Florida.
Dopo in rinvio di lunedì a causa delle avverse condizioni atmosferiche, le previsioni meteo sulla Florida sono più favorevoli ma la Nasa ha deciso di far atterrare il Discovery solo se ci sono almeno 8 chilometri di visibilità per avvicinarsi alla pista e niente pioggia, tuoni e fulmini nel raggio di 56 chilometri.
Quindi pochi minuti dopo le 9 dal controllo missione è stato comunicato all'equipaggio della navetta spaziale che la prima opportunità di atterraggio dellle 11,07 (ora italiana) sulla pista di Cape Canaveral (un atterraggio notturno: in Florida è poco prima dell'alba) è saltata e una delle missioni più travagliate e azzardate nella storia della shuttle tarda a concludersi.
CINQUE FINESTRE
Alla Nasa comunque hanno predisposto altre cinque finestre di atterraggio (ora italiana): alle 12,43 a Cape Canaveral; alle 14,12 e 15,47 alla base Edwards nel deserto californiano del Mojave (dove sono previste buone condizioni); infine alle 12,39 e 14,13 alla base di White Sands nel deserto del New Mexico (dove però è prevista pioggia).
«Speriamo di mettere i piedi a terra oggi», ha detto l'astronauta Wendy Lawrence al controllo a Houston dopo la sveglia dell'equipaggio.
L'ente spaziale americano preferirebbe che lo shuttle atterri da dove è partito, perché il trasporto a Cape Canaveral con uno speciale jumbo costa un milione di dollari.
In ogni caso Discovery ha carburante e rifornimento per restare in orbita ancora un giorno, fino a mercoledì.
08/08/2005
La Nasa ha deciso di sospendere le operazioni per il ritorno a casa della navicella a causa delle cattive condizioni di visibilità
Cape Canaveral, 8 ago. - (Adnkronos/Ign) - Slitta a domani il rientro a casa del Discovery. La Nasa ha deciso di sospendere le operazioni per il ritorno a casa della navicella a causa delle cattive condizioni di visibilità. Già ritardato di novanta minuti per le nuvole basse che stazionano sulla Florida, l'atterraggio dello Shuttle sulla pista di Cape Canaveral era previsto per le 6:22 ora locale, le 12:22 in Italia.
Partito il 28 luglio scorso dalla base Nasa di Cape Canaveral, in prima battuta l'atterraggio era previsto questa mattina alle 10.47 ora italiana. Ieri l'equipaggio comandato da Eileen Collins aveva eseguito con successo le simulazioni di atterraggio. Accensione dei razzi di direzione, verifica del funzionamento dei sistemi di controlli del volo, azione del timone della navicella con il comando a distanza. ''Test tutti positivi'' avevano fatto sapere dalla Nasa. D'altronde la tensione per l'atterraggio non è peregrina. Ancora vivo è il ricordo dell'ultimo atterraggio dello shuttle, il 1 febbraio 2003 giorno in cui morirono i 7 astronauti che vi erano a bordo. La navicella spaziale, infatti, dopo il rientro da una missione durata 15 giorni si disintegro' all'ingresso nell'atmosfera proprio per un danno alla struttura della navicella non riparato.
06/08/2005
Lo Shuttle si stacca dalla Iss.
Tutto pronto per il ritorno
Houston (Stati Uniti), 6 agosto 2005 - Il Discovery si è staccato dalla Iss, la Stazione Spaziale Internazionale, manovra che ha avviato il viaggio di ritorno verso la Terra dello shuttle, il cui atterraggio è previsto per dopodomani.
Lo ha annunciato il centro di controllo della Nasa a Houston, in Texas, che ieri aveva dato il via libera al rientro del Discovery in seguito alle riparazioni effettuate da due membri dell'equipaggio al rivestimento termico esterno, danneggiatosi in fase di decollo.
Erano le 9,24 ora italiana quando lo shuttle, con il pilota statunitense Jim Kelly ai comandi, si è sganciato dalla piattaforma di attracco cui era rimasto collegato per otto giorni, dal 28 luglio, e lentamente si è separato dalla Stazione Internazionale; la fase successiva prevede che l'aeronave, la prima del suo tipo a effettuare una missione nel cosmo dalla tragedia del Columbia nel febbraio 2003, si porti a una distanza di circa 120 metri dalla Iss, in modo che gli astronauti possano fotografarla estesamente e ne accertino, anche a occhio, eventuali segni di usura o logoramento.
02/08/05
Discovery, Nasa: "Abbiamo toppato"
La Nasa ammette l'errore avvenuto durante il lancio del Discovery, anche se ostenta tranquillità per il rientro senza danni della navetta spaziale e del suo equipaggio. L'amministratore dell'ente aerospaziale, Michael Griffin, ha riconosciuto pubblicamente che qualcosa è andato storto in un'intervista alla Cnn. "Per ciò che riguarda i frammenti di schiuma antincendio sul razzo vettore abbiamo toppato", ha detto.
Griffin ha peraltro aggiunto, però, che, tutto sommato, è andata bene: "Sicuramente siamo stati fortunati - ha detto l'amministratore della Nasa all'intervistatore - Se il pezzo di schiuma si fosse spezzato prima, e se cadendo avesse seguito una traiettoria diversa, avrebbe potuto colpire il modulo orbitante" invece che il serbatoio esterno del Discovery.
Sull'argomento è stata intervistata, dallo spazio, Eileen Collins, comandante dell'equipaggio del Discovery: "Siamo rimasti del tutto sorpresi per l'accaduto - ha detto al programma televisivo Fox News Sunday - perché non ce l'aspettavamo proprio". I sette dell'equipaggio del Discovery sono stati informati dal centro di controllo a terra che "un pezzo di schiuma di una novantina di centimetri è caduto su un punto del serbatoio esterno, che, fra l'altro, non è stato riparato. Ci hanno detto, inoltre, che quella schiuma non ha colpito noi. "Non intendo dire che possiamo continuare il volo in questo modo - ha detto ancora la comandante - perché sappiamo che c'è qualcosa che deve essere aggiustato".
Come se non bastasse la Nasa intanto si è accorta della presenza di filamenti di materiale di riempimento tra le piastrelle protettive dello shuttle risultano staccati e le fessure che si sono create sono un potenziale pericolo per il rientro. Il modulo spaziale Raffaello, un contenitore pressurizzato realizzato dall'Italia, nel fine settimana è stato il protagonista delle attività spaziali. Le 15 tonnellate di rifornimenti stipate dentro Raffaello sono state trasferite sulla Iss, dalla quale sono state scaricate 13 tonnellate di rifiuti spaziali accumulati dall'ultima missione di uno shuttle 'spazzino', nel novembre 2002. Per assicurare ampie scorte ai due astronauti sulla Stazione, i sette membri della Discovery hanno anche smantellato parte della navetta, per trasferire ulteriori computer, scorte alimentari e materiale di laboratorio: nessuno sa per ora quando un altro shuttle andra' a far visita alla Iss. Per l'equipaggio della Discovery, comandato da Eileen Collins, quella in corso si sta rivelando quindi una missione nella quale tutti gli astronauti sono chiamati a fare gli straordinari.
Dopo aver annunciato sabato che la permanenza della navetta nello spazio sarà prorogata di un giorno, fino all'8 agosto, per completare le ulteriori operazioni di carico e scarico, la Nasa sta ora valutando la possibilità di aggiungere anche una quarta passeggiata alle tre previste. La prima uscita degli astronauti è stata sabato, la seconda è in programma lunedì e la terza mercoledì, ma forse non basteranno per smaltire tutto il lavoro da fare. A spingere il controllo missione al Johnson Space Center di Houston a valutare un'ulteriore uscita, è stata l'analisi delle foto ad alta definizione scattate alla 'pancia' dello shuttle, l'area coperta di piastrelle termiche che funziona da scudo termico nella fase del rientro a terra. L'esame ha portato a scoprire il distacco di due sottili striscioline di materiale isolante che serve per riempire le fessure tra le piastrelle. Il più lungo dei filamenti di materiale - un composto di fibre e ceramica - misura poco più di due centimetri, abbastanza per suscitare le preoccupazioni della Nasa, visto che in passato non erano mai state notate protuberanze maggiori di un centimetro. I tecnici devono capire ora se le fessure lasciate aperte dal distacco di materiale siano un pericolo per l'infiltrazione di plasma incandescente al momento del rientro. Eventuali riparazioni dovrebbero essere eseguite dagli astronauti nella passeggiata di mercoledi' o in una aggiuntiva e non si presentano operazioni semplici. Per raggiungere le due aree, vicine al 'naso' dello shuttle, un astronauta dovrebbe muoversi su un lungo braccio robotizzato.
La Nasa per il momento si dice non eccessivamente preoccupata dal problema e l'equipaggio, in interviste dallo spazio rese ai network tv americani, ha rassicurato: "Siamo tranquilli, non abbiamo timori particolari, la navetta è pronta per un buon ritorno", ha detto la Collins. A terra, però, l'altro shuttle Atlantis resta in stand-by al Kennedy Space Center per un'eventuale, drammatica operazione di recupero spaziale e la Nasa conta di tenerlo pronto ancora per qualche giorno. I vari guai emersi in questi giorni, a partire dal distacco di materiale isolante dal serbatoio esterno che ha spinto a sospendere le missioni future, vanno anche messi in relazione ai controlli senza precedenti eseguiti sulla Discovery, per evitare di ripetere la tragedia del Columbia. La mole di immagini digitali, rilievi con il laser e ispezioni condotte dalla Nasa non era consueta nelle precedenti missioni ed è quindi probabile che problemi analoghi - non rilevati - si verificassero anche prima. Con molta franchezza, il vice direttore della Nasa Wayne Hale ha ricordato domenica che tutte le missioni spaziali presentano un margine di rischio: "Corrono pericoli al rientro? Certo che li corrono - ha affermato -, perché chiunque sarebbe in pericolo su un veicolo che viaggia a 27 mila chilometri orari e deve frenare fino a fermarsi". Ma Hale ha anche ammesso che le preoccupazioni sull'età degli shuttle (la Discovery vola da 21 anni) hanno un fondamento, al punto che il personale a terra è costretto talvolta a dare la caccia nei posti più impensabili a pezzi di ricambio che ormai risalgono agli anni Settanta. Secondo il Los Angeles Times - ma Hale non ha confermato - in qualche caso gli ingegneri della Nasa per trovare uno specifico pezzo si sono dovuti rivolgere alle aste online di eBay.
28/07/2005
Nasa blocca tutti i prossimi voli
L'agenzia spaziale statunitense ha deciso di bloccare i voli della flotta di space shuttle, dopo aver constatato che ampie porzioni di schiuma isolante si sono staccate dal serbatoio esterno di carburante del Discovery durante il lancio, come già accadde due anni e mezzo fa per il Columbia, disintegratosi poi nel rientro dell'atmosfera col suo equipaggio di sette persone.
L'equipaggio del Discovery non è in pericolo e i frammenti caduti dal tank non sembrano aver colpito o danneggiato la navicella, decollata martedì scorso per una missione di 12 giorni presso la Stazione Spaziale Internazionale, ha detto il vice responsabile del programma shuttle Wayne Hale.
Ma la Nasa ha reso noto che non lancerà più shuttle fino a quando non avrà risolto il problema dei frammenti che si staccano durante il decollo.
Per settembre era stato già fissato il lancio di Atlantis, per riprendere la costruzione della ISS.
"Fino a che non lo avremo risolto, non saremo pronti a volare ancora", ha detto il responsabile del programma, Bill Parsons. "Non so per il momento per quanto tempo. Abbiamo un saco di lavoro davanti a noi per capirlo e lo faremo".
Ieri gli astronauti del Discovery hanno ispezionato la superficie dello shuttle con l'aiuto di un braccio telecomandato. Le prime valutazioni docno che il Discovery potrà atterrare in sicurezza il prossimo 7 agosto.
27/07/2005
Lo Shuttle perde i pezzi
E la Nasa rivive l'incubo
WASHINGTON, 27 LUGLIO 2005 - Con un richiamo agghiacciante al disastro dello shuttle Columbia, alcuni pezzi del rivestimento termico del Discovery si sono staccati dalla fusoliera della navicella spaziale durante la fase del decollo da Cape Canaveral, in Florida.
I tecnici della Nasa non sono stati in grado, fino a ieri sera, di determinare se l'accaduto è stato causato da qualche oggetto che si era schiantato contro il velivolo spaziale. Parti del rivestimento, che serve per proteggere lo shuttle dal calore durante la fase di rientro nell'atmosfera, si sono staccati in passato senza arrecare danni alle missioni.
"Stiamo studiando le immagini, fotogramma per fotogramma", si è limitato a dire Joahn Shannon, un manager delle operazioni della Nasa. Inoltre, i video della Nasa hanno rivelato un pezzo di materiale staccatosi dal serbatoio esterno dello shutte dopo due minuti di volo, che però non ha colpito l'abitacolo in cui si trovano gli astronauti.
I dirigenti della Nasa hanno detto che ci vorrebbero diversi giorni per valutare l'accaduto, per capire se è stato danneggiato lo shuttle e per decidere cosa fare. La Nasa ha potuto vedere le immagini grazie a un numero senza precedenti di videocamera puntate sullo shuttle nella fase di decollo: 110, 30 in più rispetto al numero in funzione per l' ultima disastrosa missione, quella del Columbia, finita in tragedia nel 2003.
26/07/2005

La navetta spaziale americana Discovery è decollata dalla base
di Cape Canaveral, in Florida, alle 10:39 ora locale, le 16:39 in Italia.
I grandissimi applausi e i motori dello shuttle hanno invaso tutto il Kennedy Space Center. questo è il 39° volo del Discovery al comando di Eileen Collins un equipaggio internazionale di sette astronauti. La missione STS-114 è la prima dopo due anni e mezzo di fermo, causato dall'incidente che vide il Columbia disintegrarsi nell'atmosfera durante il rientro.
25/07/2005
La Nasa domani ci riprova
'Ma l'anomalia non è risolta'
La Nasa domani tenterà di nuovo di lanciare nello spazio la navetta Discovery, sebbene l'anomalia tecnica, per cui il volo di due settimane fa era stato rimandato, non sia ancora stata risolta.
Lo hanno fatto sapere ieri sera alcuni responsabili della agenzia spaziale americana.Il problema riguardava uno dei quattro sensori che indicano il livello di carburante nel serbatoio di idrogeno liquido.
"Se il problema si ripresenterà, allora condurremo dei test preliminari per cercare di comprenderne l'origine. E se arriveremo a capire ciò che sta succedendo, procederemo al lancio" ha spiegato Wayne Hale, vicedirettore del programma spaziale, durante una conferenza stampa.Ma una simile decisione verrà presa solo "in circostanze ben precise" e solo se il problema nello stesso sensore (il numero due) o nelnumero quattro.
Le condizioni meteorologiche sono l'altra incognita per la missione che dovrebbe segnare il ritorno degli Stati Uniti nello spazio dopo latragedia dello shuttle Colombia, il 1 febbraio 2003, in cui morirono i sette membri dell'equipaggio. A Cape Canaveral avrebbero tempo solo fino al 31 luglio per riprovarci.
La missione potrebbe essere rinviata altrimenti al 9 settembre quando la Stazione Spaziale si troverà di nuovo in una posizione favorevole per lanciare uno shuttle in orario diurno, ma ciò significherebbe spostare tutte le altre missioni.
24/07/2005
CAPE CANAVERAL, Usa (Reuters) - La Nasa ha ripreso il conto alla rovescia da ieri in vista del lancio dello shuttle rimandato nei giorni scorsi e previsto ora per martedì prossimo.
"Attendiamo tutti con impazienza il momento del lancio", ha detto il direttore dei test Nasa Pete Nickolenko.
Per il primo lancio dal disastro del 2003 del Columbia, la Nasa aveva rinviato il lancio previsto lo scorso 13 luglio del Discovery per un problema ad un sensore del carburante. Ora prevede di effettuare il lancio martedì prossimo.
"Siamo molto orgogliosi del lavoro svolto nell'ultima settimana e mezzo da ingegneri, manager e tecnici per risolvere questo problema", ha detto il comandante del Discovery Eileen Collins, riferendosi ai difetti del sensore.
"Speriamo di essere in grado di effettuare il lancio martedì, ma a prescindere da quando avverrà, quel che è importante è che affrontiamo questa procedura e la svolgiamo bene", ha aggiunto.
Per la Collins ed i suoi compagni, il pilota James Kelly, l'ingegnere di volo Stephen Robinson, il giapponese Soichi Noguchi e gli specialisti Wendy Lawrence, Andrew Thomas e Charles Camarda, il lancio è previsto alle 16.39 di martedì.
21/07/2005
Il lancio forse per martedì
La Nasa farà un altro tentativo per lanciare nello spazio lo shuttle Discovery il prossimo martedì nella prima missione dall'incidente del Columbia nel 2003, ha detto ieri sera l'agenzia spaziale Usa.
Gli ingegneri hanno trovato la probabile causa del guasto al sensore del carburante che ha costretto la Nasa a posticipare il primo tentativo di lancio la scorsa settimana, hanno detto i responsabili.
La partenza è stata fissata alle 10.39 (le 16.39 in Italia).
La Nasa aveva cancellato il conto alla rovescia quando un sensore del carburante aveva cominciato a non funzionare a due ore dal previsto lancio lo scorso mercoledì.
Sarà il primo volo per la Nasa da quando il Columbia si è disintegrato in fase di atterraggio il primo febbraio 2003.
19/07/2005
E' mistero sul guasto
WASHINGTON - Ancora tutto bloccato per il Discovery: il lancio è stato rinviato almeno di un'altra settimana. I tecnici della Nasa non sono infatti ancora riusciti a individuare la causa del cattivo funzionamento di un sensore del serbatoio, che aveva causato l'annullamento della missione nello spazio il 13 luglio scorso.
Anche se la causa del problema venisse scoperta nelle prossime 48 ore, i test necessari prima di riportare il Discovery in assetto di lancio fanno escludere un nuovo tentativo prima di una settimana. Nel caso in cui la Nasa non riuscisse a lanciare lo shuttle entro il 31 luglio, sarà necessario aspettare almeno fino al 9 settembre prima di ripetere il tentativo.
I voli shuttle sono stati bloccati per due anni e mezzo dopo la tragedia nel febbraio del 2003 del Columbia, esploso in fase di atterraggio causando la morte dei sette astronauti a bordo.
WASHINGTON, 19 LUGLIO 2005 - Ancora tutto bloccato per il Discovery: il lancio è stato rinviato almeno di un'altra settimana. I tecnici della Nasa non sono infatti ancora riusciti a individuare la causa del cattivo funzionamento di un sensore del serbatoio, che aveva causato l'annullamento della missione nello spazio il 13 luglio scorso.
Anche se la causa del problema venisse scoperta nelle prossime 48 ore, i test necessari prima di riportare il Discovery in assetto di lancio fanno escludere un nuovo tentativo prima di una settimana. Nel caso in cui la Nasa non riuscisse a lanciare lo shuttle entro il 31 luglio, sarà necessario aspettare almeno fino al 9 settembre prima di ripetere il tentativo.
I voli shuttle sono stati bloccati per due anni e mezzo dopo la tragedia nel febbraio del 2003 del Columbia, esploso in fase di atterraggio causando la morte dei sette astronauti a bordo.
18/07/2005
Cape Canaveral, 18 luglio 2005 - «Decideremo giorno per giorno. Per ora continuano i test». Così il responsabile del programma spaziale della Nasa per lo shuttle, Wayne Hale, interviene ancora sulla possibile nuova data di lancio dello shuttle Discovery, fermato a poco più di due ore, il 13 luglio scorso, a causa di un danno ad uno dei quattro sensori che segnalano la presenza di carburante nel serbatoio dei motori principali.
Un guasto cruciale quello che stanno cercando di capire gli ingegneri della Nasa, visto che se i sensori segnalassero a torto la mancanza di carburante, determinerebbero l'eventuale spegnimento del motore anche in una fase non prevista del volo dello shuttle, provocandone o la caduta o l'esplosione, con letali conseguenze per l'equipaggio dei sette astronauti.
«Non appena avremo capito il problema - afferma ancora Wyane - avremo quattro giorni per il lancio. Ma quando sarà la data giusta io al momento non lo so».
Intanto viene smentita anche oggi, da più parti, la possibilità che era stata ventilata in queste ultime ore che la Nasa potesse estendere il termine ultimo della finestra di lancio, ossia la possibilità di poter lanciare la navetta, dal 31 luglio al 4 agosto prossimo.
Ad agosto, infatti, sostengono molti esperti, non sarebbe più possibile realizzare il lancio in piena visibiltà di luce solare , ovvero in pieno giorno, dovendo tenere conto anche del passaggio della Stazione Spaziale Internazionale, meta del viaggio dello shuttle, sulla possibile nuova traiettoria del Discovery.
Fino al 31 luglio, infatti, ci sarebbero le condizioni di luce sufficienti per poter seguire al meglio le fasi di lancio e vedere bene se durante il decolo si verifcano incidenti simili a quelli che hanno portato alla perdita del Columbia.
Una cosa è certa al momento, la Nasa non sembra aver deciso ancora il «roll back», ovvero la manovra che segna il ritorno dello shuttle nel suo hangar, segnale quasi certo del rinvio a settembre del lancio del Discovery.
Anche l'equipaggio degli astronauti resta in allerta, al Centro Spaziale Kennedy di Cape Canaveral, in attesa di ulteriori decisioni sul lancio.
16/07/2005
La Nasa ha rinviato almeno fino alla fine della prossima settimana il tentativo di lanciare nello spazio lo shuttle Discovery. Il conto alla rovescia, bloccato mercoledì a due ore dal lancio per la scoperta del cattivo funzionamento di uno dei sensori del serbatoio del motore principale dello shuttle, è stato definitivamente cancellato. I sette astronauti del Discovery, che erano già allacciati ai loro sedili in attesa del lancio, torneranno oggi a Houston.
Centinaia di tecnici della Nasa, divisi in dodici diversi gruppi di lavoro, stanno verificando a rirmo frenetico tutti i dati in loro possesso per individuare le cause del problema. Inizialmente la Nasa aveva sperato in un rinvio di breve durata ma col passare del tempo è apparso chiaramente che per almeno una settimana non sarà possibile rimettere il Discovery in condizioni ottimali di lancio. La Nasa ha tempo fino al 31 luglio per inviare nello spazio lo shuttle. La opportunità successiva si presenterà a partire dal 9 settembre. I tecnici stanno esaminando almeno 200 diverse possibili cause per il malfunzionamento del sensore che mercoledì, durante i controlli finali prima del lancio, aveva dato come mezzo vuoto un serbatoio di idrogeno che era stato appena riempito al massimo. «Non abbiamo ancora trovato una risposta ma l'indagine è appena cominciata e potrebbe durare per alcuni giorni», ha detto il portavoce Bruce Buckingham. «Non dobbiamo dimenticare che abbiamo ancora due settimane di tempo utile - ha affermato il manager della missione Wayne Hale - speriamo ancora di riuscire a sfruttare questa “finestra” di luglio». Un rinvio della missione a settembre causerebbe un effetto domino con un probabile slittamento da settembre a novembre della missione successiva, affidata all'Atlantis. Il capitano Eileen Collins e il suo equipaggio sono ormai abituati ai rinvii. Erano stato scelti per la missione successiva a quella del Columbia, tragicamente conclusa nel febbraio 2003 con la disintegrazione dello shuttle durante la fase di rientro. La loro missione è stata rinviata di due anni e mezzo e adesso che sembra giunto il momento di tornare nello spazio con lo shuttle (un momento che la Nasa sta aspettando col fiato sospeso) i nuovi rinvii continuano a rendere sempre più logorante l'attesa della comandante Collins. La missione del Discovery mira soprattutto a collaudare una serie di nuovi dispositivi di sicurezza installati dalla Nasa sullo shuttle dopo la tragedia del Columbia. E' previsto anche un aggancio con la Stazione Spaziale Internazionale per portare agli astronauti una serie di rifornimenti e di apparecchiature (usando il modulo italiano Raffaello). Proprio l'appuntamento con la Stazione Spaziale limita le opzioni temporali per il lancio del Discovery escludendo, ad esempio, tutto il mese di agosto e l'inizio di settembre.
15/07/2005
È continuato per tutta la notte il check up dello shuttle Discovery, il cui volo è stato fermato ieri dalla Nasa, a poco più di due ore dal lancio fissato per le 15,51 ora locale di giovedì 13 luglio, dal Centro Spaziale Kennedy di Cape Canaveral in Florida, per un problema ad uno dei quattro cruciali sensori preposti a togliere l'alimentazione al motore principale eposizionati all'interno del serbatoio.
La risposta incoerente arrivata da uno dei sensori ha infatti messo in allarme gli ingegneri della Nasa perchè se il sensore avesse detto al motore di spegnersi nel momento sbagliato, lo shuttle, privato della spinta, sarebbe precipitato poco dopo il lancio, disintegrandosi con tutto l'equipaggio.
Il problema che già era emerso durante i test dello scorso aprile e per questo aveva spinto gli ingegneri della Nasa, per motivi di sicurezza, a cambiare tutti i sensori e l'intero sistema che li gestisce, convinti che sostituendo tutto il 'pacchetto' strumentale si sarebbero evitati problemi.
Ma, per stessa ammissione del team dei responsabili del missione'Return to flight', allora come oggi «non era stato capito il motivo del malfunzionamento dei sensori». Un interrogativo a cui gli ingegneri, in queste spasmodiche ore che seguono lo stop al volo del Discovery, stanno cercando di dare una risposta, mentre la Nasa parla di sabato prossimo, 15 luglio, come una possibile data di lancio.
14/07/2005
Finestra di lancio chiude il 31 luglio
Dopo il blocco del countdown dovuto a un guasto tecnico, al Kennedy Space Center per lo shuttle è iniziato un nuovo conto alla rovescia. Gli ingegneri dell'agenzia spaziale americana stanno lottando contro il tempo per scoprire le cause che hanno bloccato un sensore del carburante costringendo i vertici della Nasa a rinviare il decollo. Nel dettaglio, considerata la finestra di lancio utile per il Discovery, i tecnici hanno tempo fino al 31 luglio per individuare il guasto e trovare una soluzione affidabile.
Se l'anomalia non verrà risolta entro il termine, gli scienziati della Nasa dovranno rimandare al 9 settembre il nuovo tentativo di rendez-vous tra il velivolo e la Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Ma non è tutto qui. Ogni ulteriore ritardo dopo quella data potrebbe infatti mettere a rischio non solo la costruzione della Stazione spaziale stessa ma anche il progetto a lungo termine dell'ente spaziale statunitense di tornare sulla Luna, su Marte e più lontano ancora nello spazio.
Spenti dunque i motori del Discovery, gli ingegneri hanno iniziato a lavorare anche di notte per cercare di scoprire perché il sensore per il carburante all'idrogeno non ha funzionato. Al Kennedy Space Center in Florida e al Johnson Space Center di Houston tutti stanno analizzando i dati giunti alla torre di controllo per trovare una soluzione. Stando ad alcuni funzionari, la causa del guasto potrebbe essere individuata già entro giovedì sera, e in questo caso il prossimo tentativo di lancio potrebbe essere programmato per sabato 16 luglio.
Ipotesi che contrasta con le ultime dichiarazioni del diretore della Nasa Michael Griffin secondo cui prima di lunedì lo shuttle non potrà comunque ripartire. "Disfunzioni non costanti e prive di ragioni evidenti - hanno riconosciuto intanto alcuni esperti dell'ente spaziale - rappresentano il nostro peggior incubo". La corsa contro il tempo degli ingegneri della Nasa è appena iniziata: da loro potrebbe dipendere il futuro delle esplorazioni spaziali.
13/07/2005
Ore 20:30
Il lancio dello Shuttle previsto per le 15.51 (21.51 ora italiana) e' stato rinviato per un problema tecnico all'alimentazione del carburante. Lo ha annunciato un portavoce della Nasa. Per tutto il giorno fiato sospeso prima del lancio. Ma a preoccupare gli scienziati sembrava essere il maltempo; poi la doccia fredda con il comunicato di stop al lancio giunto in serata...
Ore 15:00
CAPE CANAVERAL (FLORIDA) - Al Kennedy Space Center il countdown è iniziato ufficialmente allo scoccare della mezzanotte di domenica. La Nasa conferma data e ora: lo shuttle Discovery decollerà alle 21.51 esatte (ora italiana) di oggi, 13 luglio. Ma la situazione metereologica resta incerta, dopo il passaggio dell'uragano Dennis, appena qualche giorno fa. Kathy Winters, responsabile meteo della Nasa, ieri ha spiegato che la probabilità di condizioni favorevoli al lancio sono scese nelle ultime ore dal 70 al 60 per cento. C'è infatti il rischio dello scatenarsi di temporali nei pressi del centro spaziale Kennedy: e se un temporale si formasse a meno di 40 chilometri dall'area del lancio la Nasa sarebbe obbligata a rinviare il decollo (un temporale, fra l'altro, potrebbe causare malfunzionamenti nel sistema di telecamere allestito per monitorare la partenza).
Discovery sarà la prima navetta della Nasa a solcare nuovamente il cielo dopo l'incidente del Columbia, due anni e mezzo fa, e a comandarla ci sarà una donna: Eileen Collins, 48 anni, sposata e senza figli. Scelta per la sua esperienza e il carattere deciso, ma secondo gli osservatori più impietosi anche per una questione d'immagine. E oggi alla Nasa un'immagine positiva serve molto.
Il clima che circonda questo lancio, infatti, non è certo di festa, e non solo per il ricordo ancora vivissimo delle sette vittime del Columbia. Presentato come il primo passo del nuovo programma di esplorazione spaziale lanciato da Bush l'anno scorso, in realtà il ritorno al volo degli shuttle è il primo passo verso la pensione. Mike Griffin, il nuovo capo della Nasa, ha definito il Discovery e le altre due navette superstiti "intrinsecamente difettose" e ne ha decretato l'uscita di scena per il 2010. Far volare gli shuttle in modo (relativamente) sicuro per tutte le missioni necessarie fino al completamento della Stazione spaziale costa troppo, e Griffin ha bisogno di fondi per sviluppare un nuovo tipo di velivolo riutilizzabile.
Rimettere il Discovery sulla rampa di lancio, per esempio, è costato 2 miliardi di dollari, serviti a renderlo, affermano alla Nasa, la navetta più sicura che sia mai decollata. Sicura, naturalmente, quanto può esserlo un velivolo spaziale, per di più progettato oltre trent'anni fa.
Lo shuttle ha subito quasi 50 modifiche diverse. L'impegno principale si è concentrato sul gigantesco serbatoio esterno, il cui design è stato completamente rivisto per evitare il ripetersi di eventi come quello che condannò il Columbia: che esplose in fase di rientro, ma a causa del danno subito al momento del lancio quando un blocco del rivestimento termico del serbatoio saltò via urtando contro l'ala sinistra dello shuttle. Le altre novità sono invece destinate ad assicurare un controllo più completo delle condizioni dello shuttle sia al momento del lancio che nel corso della missione. Ora la navetta ha una serie di nuovi sensori, telecamere e fotocamere aggiornati, un "braccio" esterno per effettuare ispezioni dettagliate, e persino di una sorta di "cassetta degli attrezzi" per compiere alcune riparazioni. Il compito principale dell'equipaggio del Discovery sarà proprio verificare i nuovi sistemi di sicurezza, a cui sarà dedicata anche la prima delle tre passeggiata spaziali previste durante i 12 giorni della missione. Il Discovery incontrerà la Stazione spaziale venerdì, dopo averla "inseguita" per due giorni lungo la sua orbita. Appena prima di raggiungerla, Eileen Collins farà fare allo shuttle una specie di piroetta, una giravolta di 360 gradi su se stesso, in modo che i due astronauti che sono a bordo della Stazione, il russo Sergei Krikalev e l'americano John Phillips, possano riprendere immagini complete delle condizioni del sistema di isolamento termico. E se qualcosa fosse andato storto al di là di ogni chance di riparazione, per la prima volta c'è un piano di emergenza: resteranno tutti a bordo della SSI fino all'arrivo di uno shuttle di soccorso.
12/07/2005
Stando a un portavoce dell'agenzia spaziale americana, nonostante le critiche e un rapporto che sottolineava la scarsa sicurezza del velivolo, tutto sarebbe stato studiato meticolosamente riducendo al minimo i rischi per gli astronauti
Due anni e mezzo dopo la tragedia del Columbia, la Nasa è pronta a tornare in orbita con una navetta spaziale: il lancio dello shuttle «Discovery» è infatti previsto per il 13 luglio prossimo. La navetta avrà a bordo 7 astronauti e raggiungerà la Stazione spaziale internazionale, portando un carico di rifornimenti e pezzi di ricambio per gli inquilini della stazione orbitante
A due anni dal tragico incidente in cui persero la vita sette astronauti, lo Shuttle torna a volare. Al Kennedy Space Center è iniziato il countdown per la navetta Discovery. Programmato per mercoledì 13 luglio, il lancio è previsto per le 21.51 ora italiana. Stando a un portavoce dell'agenzia spaziale americana, nonostante le critiche e un rapporto che sottolineava la scarsa sicurezza del velivolo, tutto sarebbe stato studiato meticolosamente riducendo al minimo i rischi per gli astronauti. "Il Discovery è in ottime condizioni e ci prepariamo al lancio di mercoledì", ha spiegato il direttore della Nasa Jeff Spaulding.
Per anticipare i disagi dell'imminente uragano Dennis in Florida, i sette componenti dell'equipaggio sono giunti al Kennedy Space Center con un giorno di anticipo. Attorno alla missione c'è grande attesa, entusiasmo, ma anche un po' di apprensione. La comandante Eileen Collins mostra grande sicurezza definendo lo shuttle "più sicuro di un ottovolante", ma gli americani non hanno ancora scordato il tragico rientro della navicella nel 2003.
Con la missione Discovery, l'ente spaziale statunitense porterà a termine un lungo esame di coscienza e di ricerche scientifiche volte a migliorare la sicurezza del velivolo e a evitare incidenti causati da errori di progettazione. Il traghetto spaziale della Nasa resterà per dodici giorni nello spazio verificando i nuovi sistemi di sicurezza della navetta e consegnando apparecchiature alla Stazione Spaziale Internazionale. La missione però andrà ben oltre la routine a cui avevano abituato i viaggi dello shuttle prima del Columbia.
Stavolta infatti è in gioco il futuro della Nasa e del volo di astronauti americani nello spazio: "Un'altra missione fallita - ha osservato John Logsdon, esperto della George Washington University che ha fatto parte della commissione d'inchiesta sul Columbia - sarebbe una catastrofe". I fantasmi di quel primo febbraio 2003 del resto sono tutt'altro che svaniti tra gli uomini e le donne dell'agenzia spaziale americana.
L'esplosione a 60 mila metri d'altezza sopra i cieli del Texas, con i rottami del Columbia e i resti dei suoi sette astronauti sparsi per centinaia di chilometri fino alla Louisiana, da due anni e mezzo segnano il lavoro quotidiano dei team incaricati di salvare uno dei programmi di maggior successo nella storia dell'esplorazione spaziale americana. "Lo shuttle è in se stesso difettoso, non ha un sistema di fuga per il suo equipaggio e prima o poi ci sarà un altro incidente - aveva dichiarato il nuovo direttore della Nasa Michael Griffin facendo rabbrividire il Congresso e spiazzando tutti - Voglio andare in pensione prima che ci sia questo incidente".
Il piano del nuovo capo della Nasa in realtà è quello di mandare in pensione la navetta nel 2010 dopo aver completato il lavoro di costruzione della Stazione Spaziale Internazionale e di costruire un nuovo veicolo chiamato Crew Exploration Vehicle in vista della conquista di Marte dopo il 2020. Tutto però, dipenderà ovviamente dalla riuscita della missione Discovery, punto cruciale per il futuro delle missioni spaziali della Nasa. "Se lo shuttle non funziona a dovere è chiaro che non ha futuro - ha detto David Goldstone, capo della commissione Scienza della Camera - Bisognerà riesaminare tutto il programma del volo umano".
In vista del nuovo viaggio, e per far fronte ad ogni evenienza nel frattempo in Canada è stato messo a punto uno strumento di ispezione al laser che permetterà agli astronauti, una volta in orbita, di controllare che la navetta non presenti danni e un kit per le riparazioni consentirà interventi d'emergenza nello spazio.
In caso di danni gravi, è pronto un piano che prevede di cercare rifugio nella Iss, in attesa che la navetta Atlantis venga in soccorso dei naufraghi spaziali.
Una grossa novità tecnologica riguarda il tallone d'Achille dello shuttle, il gigantesco serbatoio del carburante che serve per i lanci, che è stato completamente ridisegnato e viene ora ritenuto più sicuro.
L'inchiesta sul Columbia aveva accertato che fu un pezzo del rivestimento isolante del serbatoio a provocare, durante il lancio, le lesioni all'ala della navetta che divennero poi fatali al momento del rientro a terra.
Il futuro degli usa nello Spazio dipenderà dalla missione DIscovery. L'America si prepara al grande lancio.
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