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L'astronauta Vittori è decollato per la Missione Eneide
 

 

 

 

 

 

19/04/2005

«Un saluto dalla Stazione Spaziale» da parte Roberto Vittori. E’ stato lo stesso astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a mandare i suoi saluti in collegamento diretto dalla Stazione Spaziale Internazionale e a raccontare la sua prima giornata di lavoro a bordo della casa-laboratorio degli astronauti.
E’ anche la terza giornata che Vittori trascorre in orbita, considerando i due giorni di viaggio sulla navetta russa Soyuz.

E’ stata una giornata intensa, quella che ha trascorso oggi Vittori a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, occupata in gran parte dal lavoro necessario per eseguire i 22 esperimenti previsti nella missione Eneide, organizzata da Regione Lazio, ESA, Aeronautica Militare e Alenia Spazio (Finmeccanica).
«Ho seguito alcuni esperimenti, fra i quali Lazio, Agrospace e Ngf», ha detto l’astronauta, «ma possiamo dire che gli esperimenti sono praticamente tutti iniziati e l’80% di essi ha un funzionamento perfetto. C’è solo qualche piccola difficoltà, che cercheremo di risolvere nelle prossime ore».

Accanto agli esperimenti, già da oggi Vittori ha cominciato il suo programma di collegamento con le scuole. «Ho avuto un contatto radio con una scuola di Civitavecchia», ha detto.
E non poteva mancare un pensiero per la famiglia: «Ho sentito mia moglie utilizzando un sistema telefonico via computer che funziona solo per pochi minuti ogni ora. Purtroppo in quel momento i bambini non erano in casa. Riproverò».
Vittori ha anche descritto la grande emozione dell’arrivo sulla Stazione Spaziale Internazionale. La prima volta l’aveva vista tre anni fa, nella missione Marco Polo. «Anche se nel frattempo sono stati aggiunti alcuni moduli, le dimensioni interne sono identiche. C’è stato un numero aggiuntivo di esperimenti, oggetti e apparati. La mancanza dello Shuttle - ha osservato Vittori - si fa sentire perchè tante cose dovrebbero essere riportate a Terra».
Quanto all’adattamento alle particolarissime condizioni della microgravità e dell’assenza di peso, «non è mai immediato, ma ormai - ha concluso l’astronauta italiano - al terzo giorno in orbita mi ritrovo a casa».

E’ la seconda volta di Vittori nello spazio ed è anche la sua seconda volta sulla Stazione Spaziale, dopo la missione Marco Polo del 2002, ma «l’emozione è ancora fortissima», ha detto Vittori in un collegamento diretto dalla stazione orbitale. E’ stato emozionante il momento della preparazione al decollo, «avvenuta - ricorda l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) - in una notte particolarmente buia nel deserto del Kazakstan». Ricorda il momento in cui ha indossato la tuta, poi l’arrivo al razzo e l’ascensore per raggiungere la capsula. «Sono stato il primo ad entrare nella Soyuz, silenziosa e buia». Poi è entrato l’americano John Phillips, della NASA, e quindi il comandante, il russo Sergei Krikalev, della Roscomos. Poi la chiusura del portellone, il conto alla rovescia e le fortissime vibrazioni del momento del decollo. Nove minuti per entrare in orbita e quindi l’immagine della Terra, «bellissima, che si allontanava lentamente da noi».
Sono stati emozionanti anche gli ultimi istanti dell’avvicinamento della Soyuz alla Stazione Spaziale, mentre si muovevano entrambe alla velocità di 27.000 chilometri orari, 8 chilometri al secondo. E finalmente l’ingresso nella stazione orbitale e l’abbraccio con i colleghi che li hanno accolti. «La vita in microgravità - ha detto - non è semplice, ma è sempre emozionante, entusiasmante e impegnativa».

 

17/04/2005

Si è completato con successo alle 3,19 ora italiana, esattamente come previsto, l'aggancio della navicella spaziale russa 'Soyuz Tma-6' alla Iss, la Stazione Spaziale Internazionale.

Subito dopo il congiungimento della 'Soyuz' con il segmento russo della Stazione, avvenuto in maniera automatica attraverso il ponte di attracco 'Pirs', i tre astronauti a bordo della navicella hanno aperto il portello e sono entrati nella piattaforma orbitante.

Si tratta del comandante, il russo Serghei Krikalev, del motorista di bordo, lo statunitense John Phillips, e del colonnello Roberto Vittori, ricercatore italiano dell'Agenzia Spaziale Europea, cui spetterà effettuare una complessa serie di esperimenti scientifici, peraltro già intrapresi durante il volo di avvicinamento alla Iss.

Ad accoglierli sulla Iss il russo Salizhan Sharipov e l'americano Leroy Chiao, che dopo gli oltre sei mesi di permanenza nel cosmo potranno così ritornare sulla Terra, da cui erano partiti lo scorso ottobre.

Saranno avvicendati da Krikalev e Phillips, componenti dell'undicesima spedizione permanente sulla Stazione. Il rientro dei due astronauti sostituiti è previsto per il 25 aprile prossimo, a bordo della navicella 'Soyuz Tma-5', al momento ormeggiata presso la stessa piattaforma.

Con Chiao e Sharipov partirà anche il colonnello Vittori, originario di Viterbo, che per allora avrà completato la propria missione di ricerca battezzata 'Eneide', comprendente complessivamente 22 test messi a punto da esperti italiani, russi e di altri Paesi europei: gli esperimentoi riguarderanno aspetti di fisiologia umana, biologia, tecnologia avanzata e scienze dell'istruzione, per una durata di dieci giorni in tutto.

Il quarantenne astronauta italiano era decollato venerdì insieme ai compagni dal cosmodromo russo di Baikonur, nella steppa del Kazakhstan: ed è proprio nei cieli sovrastanti la Repubblica ex sovietica dell'Asia centrale che è avvenuto l'aggancio.

Il mese prossimo, forse poco più tardi, dovrebbe raggiungere la Iss anche lo shuttle americano 'Discovery', la cui partenza è stata fissata in una data da stabilirsi compresa nel periodo che andrà dal 15 maggio al 3 giugno: negli auspici della Nasa, sarà la prima spedizione nello spazio di uno shuttle dopo la tragedia del 'Columbia', disintegratosi in volo il 1 febbraio 2003 con l'intero suo equipaggio, sette persone, a causa di un'avaria al rivestimento termico.

Il 'Discovery' condurrà alla Stazione Internazionale viveri, scorte di acqua, rifornimenti di genere diverso e un nuovo giroscopio, l'apparato che permette alla piattaforma orbitante di mantenere la posizione corretta.

Krikalev, un veterano di 46 anni, e il 54enne Phillips avranno tra l'altro il compito di coadiuvare il personale dello shuttle nel condurre una capillare ispezione della navetta e nell'approntarne un'esauriente documentazione fotografica, finalizzata appunto alla prevenzione di ulteriori sciagure.

I due resteranno essi pure a bordo della Iss per un intero semestre.

 

15/04/2005

Partita da Baikonur, in Kazakhstan, la missione Eneide. A bordo anche un americano e un russo. Raggiungeranno la Iss in 48 ore e nei dieci giorni successivi effettueranno 22 esperimenti. Il rientro il 25 aprile

La Soyuz-FG è stata lanciata dalla base russa del Cosmodromo di Baikonur.
A bordo tre astronauti che in due giorni raggiungeranno la Stazione spaziale internazionale (Iss). Oltre al russo Sergei Krikalev e all'americano John Phillips, che rimarranno nell'Iss per sei mesi, è a bordo della Soyuz l'astronauta italiano Roberto Vittori, che fa parte dell'Esa (European Space Agency).

Vittori tra dieci giorni è previsto che torni sulla Terra insieme all'attuale equipaggio della stazione spaziale. Nella base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, è cominciata alle 6.46 di questa mattina (le 2.46 della notte in Italia) l'avventura della missione Eneide, con la quale l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) Roberto Vittori porta per la prima volta sulla Stazione Spaziale 22 esperimenti di grandi e piccole aziende italiane, università e gruppi di ricerca.

Costata 12,7 milioni di euro e organizzata dalla Regione Lazio insieme a ESA, Aeronautica Militare e Alenia Spazio (Finmeccanica), la missione Eneide è stata fortemente voluta proprio da Vittori, convinto che il futuro dello spazio non sia solo nelle grandi missioni, ma anche nello sfruttamento della Stazione Spaziale da parte di "piccoli" utenti.

Rispettando perfettamente i tempi previsti, si sono accesi i razzi e la Soyuz ha offerto uno spettacolo indimenticabile: con un boato assordante e una nube incandescente, la navetta ha lasciato la Terra ed è rimasta ben visibile nel cielo per quasi 5 minuti.

Un grande applauso ha salutato l'ingresso in orbita della Soyuz. "Tutto e' andato come previsto", hanno detto soddisfatti gli esperti della società Energia.
Altrettanto soddisfatti del successo gli esperti dell'ESA. Dopo le prime due orbite e dopo avere compiuto tutte le operazioni per orientare correttamente la Soyuz, per i tre dell'equipaggio è cominciato un lavoro intenso.
Gran parte delle 48 ore necessarie per raggiungere la Stazione Spaziale sono infatti dedicate alle procedure per preparare la manovra di aggancio della Soyuz.
Il prossimo appuntamento con Vittori, Krikalev e Philips è per domenica mattina alle 4.19 ora italiana, quando l'equipaggio della Soyuz, e in particolare Vittori, dovrà eseguire le delicate manovre di aggancio della navetta russa alla Stazione Spaziale.

Fra dieci giorni, dopo aver condotto gli esperimenti a bordo della Stazione Spaziale, sarà la volta di un altro momento cruciale della missione, quello del rientro, che avverrà con la Soyuz TMA5 e che Vittori affronterà nella notte fra il 24 e il 25 aprile con gli astronauti attualmente a bordo della Stazione Spaziale: Leroy Chiao della NASA e Salizhan Sharipov della Roscosmos.