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Le Province della Calabria
 
COSENZA
 
   
   
La città originaria è collocata al di sopra dei fiumi Crati e Busento a 238 m. di altezza tra la Sila Grande e la catena costiera. Il nucleo urbano antico è perfettamente conservato e attorno ad esso si sono espansi quartieri di più recente formazione. Ma è proprio il centro storico a caratterizzare Cosenza, antica capitale dei Bruzi o Brezi, la cui storia si intreccia con quella romana sin dalle guerre puniche. Autori del nucleo storico urbano furono personaggi di grande levatura come Federico lI che trasformò il Castello sulla rocca di Brezia, ricostruì la Cattedrale, una costruzione in forme romaniche del XII secolo, e fece dono di reliquie preziosissime al palazzo arcivescovile. L’altro illustre sovrano che fece grande Cosenza fu Isabella di Aragona della quale si può ammirare il monumento in stile gotico realizzato da maestranze francesi nel 1600. Cosenza è forse l’unica città della Calabria che è riuscita a conservare tracce urbanistiche importanti della propria vicenda storica, a partire dai periodo ellenistico ai quale viene fatto risalire il sarcofago marmoreo con bassonlievi, dedicato a Meleagro ed Atalanta, fino all’epoca romana, testimoniata da un tratto di opus reticulatum ancora godibile in via Messer Andrea. Altre testimonianze storico-artistiche sono costituite da chiese e conventi: San Domenico (XV sec.) con elegante porta intagliata del ‘600 e sculture della scuola napoletana di Giovanni da Nola del 1500; la chiesa di San. Francesco di Paola, ricostruita nel XVII, nella quale è custodito il grandioso sepolcro marmoreo di Ottavio Cesare Gaeta (XVII sec.), le chiese di Sant’Agostino e Sant’Omobono, il convento di San. Francesco d’Assisi (XIII sec.) e i monasteri delle Vergini e di Santa Chiara, oggi dedicati ad altri usi. Sul colle di S. Pancrazio sorge, in posizione dominante, il Castello di fattura arabo-normanna. Di notevole importanza anche i palazzi di pregevolissima fattura recanti i nomi delle famiglie alle quali appartennero, come i Sersale di Sella, i Vaccaro, i Gaeta della Steali, Antonio Serra, i Contestabile, i Ciaccio, i Falvo, i Ferrari d’Epaminonda. Ammirabile, anche, il Palazzo del Governo. Importanti dal punto di vista storico pure le case dei Caselli e di Galeazzo di Tarsia. La città è ricca di attività commerciali. È il centro di smistamento di tutti i prodotti agricoli e zootecnici provenienti dalla Sila. Attiva è l’industria del legname e dei mobili. Di grande rilievo la vita artistica che trova il suo centro nello stupendo Teatro Rendano nel quale annualmente si svolge una stagione lirica e un ricco cartellone di altri spettacoli teatrali. Ad Arcavacata, una frazione di Cosenza, ha sede l’Università della Calabria, residenziale, che ha dato un ulteriore impulso ad una città dalle nobili tradizioni culturali, testimoniate dall’Accademia Cosentina, fondata nel 1514 da Aulo Giano Parrasio e ricostituita nel 1534 di Bernardino Telesio. Interessante per il repertorio di antichità il Museo Civico. Cosenza è attraversata dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria e negli ultimi anni ha avuto un significativo sviluppo urbanistico.
 
 

CENNI STORICI

Cosenza, ha un grande rilievo storico perché fu a capo della federazione dei Bruzi fieri e valorosi nemici dei Romani. Tuttavia alla luce dei ritrovamenti, in particolare epigrafi e monete, in epoca magno-greca accolse non pochi caratteri di questa civiltà. Nel 331 a.C., la città, fu conquistata da Alessandro il Molosso re dell’Epiro e nella lI guerra punica si schierò a fianco di Annibale contro i Romani che la occuparono definitivamente nel 204 a.C. facendone un punto di transito importante per i traffici commerciali con la Sicilia. Nel 410 d.C., Cosenza, fu invasa dai Visigoti di Alarico che qui morì. Le storie vogliono che il grande re Barbaro abbia la sua tomba alla confluenza del Crati con il Busento, dove sarebbe stato sepolto insieme ai suoi tesori. Fu dominata in seguito dai Longobardi e dai Bizantini. Nel 986 fu espugnata e devastata dai Saraceni. Sotto le dominazioni angioina, aragonese, normanna e spagnola fu il principale centro della Calabria settentrionale. Nel 1500, grazie all’ Accademia fondata da Aulo Giano Parrasio, Cosenza divenne un punto di riferimento per la cultura umanistica, reso più illustre dal filosofo Bernardino Telesio. Nel 1799 le idee della Repubblica partenopea infiammarono il popolo cosentino che si oppose valorosamente ai massacri perpetrati dalle bande del Cardinale Ruffo che, però, alla fine soffocarono la ribellione. Protagonista dei moti meridionali nel corso dell’epopea risorgimentale, Cosenza, prese parte nel 1813 e successivamente nel 1829 e nel 1837 alle congiure carbonare contro il Regno di Napoli. Nel 1844 fu ancora teatro di rivolte e nel Vallone di Rovito, a pochi chilometri dalla città, furono fucilati i fratelli Bandiera. Ma l’indomita Cosenza insorse nuovamente partecipando alle rivolte del 1847, del 1848 e del 1860.


MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

Stagione lirica al Teatro Rendano nei mesi invernali. Premio Sila per le Lettere e le Arti in primavera. A maggio si disputa la gara automobilistica "Coppa Sila". Nel circondario cosentino appartenente alla Sila Grande vi è Camigliatello Silano una stazione di turismo invernale ed estivo in cui annualmente si svolgono sagre (a ottobre quella del fungo) e feste tradizionali e a febbraio il Carnevale del Pollino.


GASTRONOMIA

I piatti presenti nei menu dei ristoranti di Cosenza fanno capo al suo circondano a cominciare dai maccaruni alla toranese, da Torano Castello, conditi con pezzetti di lardo dorati con la cipolla per continuare con i vermicelli alla Sammartinese, da San Martino di Finita conditi con sugo e formaggio pecorino per finire alla pasta fatta in casa con i ferretti, le recchiatelle, le lasagne al forno. Gustosi anche i piatti di carne dei quali il più famoso è quello ottenuto con un capretto svuotato dalle inteniora e ripieno di vermicelli conditi con il sugo delle intenora stesse. A Cosenza e dintorni si può gustare la cacciagione (lepri, beccacce, quaglie e pernici), così come un tempo veniva cucinata dai cacciatori del Pollino. Sulla costa tirrenica cosentina gustosissimi i piatti a base di pesce, come le sarde alla cetrarese. L’entroterra cosentino è la patria dei funghi che vengono consumati preparati in tanti modi e conservati sott’olio. I dolci sono quelli tipici della Calabria: biscotti fatti in casa, i Taralli, i fichi secchi ripieni e ricoperti di cioccolato. I vini sono dei vitigni del Pollino, intorno ai 13 gradi e del Savuto, 14 gradi, da arrosto. Notevole anche il vino bianco e rosso prodotto dal vitigno dell’Esaro.

 
Fonte: Regione Calabria