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Roccella Jonica (Rc)
 
[Galleria fotografica] [Sito di Roccella Jonica]
 

Panoramica


Cannone


Castello da P.zza Vittore
Roccella Jonica è situata sulla costa Jonica tra Marina di Gioiosa e Caulonia. Probabilmente le origini risalgono alla preistoria, come testimonia il ritrovamento di una necropoli
del IX o VIII secolo a.c. in contrada S. Onofrio.
Essa è adagiata, similmente alla lava che da un vulcano discende verso il mare, tra la costa e la collina, su cui sorge, possente, l'antico castello dei principi Carafa. Secondo alcuni studiosi Roccella dovrebbe essere l'antica Amphissa o Amphysia citata da Ovidio in alcuni versi delle sue metamorfosi. In epoca medioevale il nome di Roccella fu probabilmente Rupella,
dalla rupe su cui sorge il castello e l'antico Borgo.
La fortezza, forse di origine Normanna, come altri castelli medievali, fu costruita non solo come palazzo padronale dei principi ma come centro di vita cittadina e come fortezza di difesa, infatti, ai quei tempi erano frequenti le incursioni dei pirati sulla nostra costa. La città ed il castello erano cinti da una forte muraglia e muniti di cannoni che li rendevano inespugnabili, si dice che i cittadini facessero a turno la guardia per segnalare eventuali sbarchi di pirati. Oggi tutti questi fortiliz
non esistono più ad eccezione di qualche rupe.
Non si sa con precisione chi sia stato il primo feudatario di Roccella ma si ipotizza che il castello sia appartenuto a Malgerio d'Altavilla, diretto discendente di Ruggero il Normanno. Nella prima metà del quattrocento risulta feudatario un certo Galeazzo Bardassino che per motivi a noi sconosciuti fu spogliato del feudo e costretto a fuggire. Nel 1462 un certo Antonio Centelles comprò il feudo di Castelvetere e Roccella dal re Ferdinando d'Argona; successivamente, nel 1479 il feudo passò sotto il dominio di Jacopo Carafa di discendenza polacca
ed imparentato con gli Stuart d'Inghilterra.

Panoramica

Monumento ai caduti

Monumento ai caduti
Tra i nobili Carafa si distinsero Girolamo 1° che nel 1555 sostenne l'assedio mosso a Roccella dal turco Dragut Pascia, costringendolo a fuggire e Fabrizio I che respinse l'attacco del terribile pirata Cigala e fece arrestare il filosofo Tommaso Campanella. Il patrono di Roccella Jonica è San Vittorio, martire marsigliese la cui festa si svolge ogni anno nella seconda domenica di agosto.
Secondo un'antica leggenda alcuni mercanti marsigliesi, trasportati da una tempesta di mare, sbarcarono a Roccella; accolti e trattati cordialmente dai cittadini del luogo, essi, ritornati un patria, per sdebitarsi, inviarono la reliquia del braccio del loro glorioso concittadino Vittorio, martirizzato a Marsiglia, sua patria, nei primi anni del IV secolo d.C. La reliquia fu per tanto tempo custodita nella chiesa madre, attigua al castello e quando questo cadde in rovina, essa fu portata nella chiesa di S. Nicola ex Aleph, edificata nel frattempo sulla costa. Altre chiese importanti di Roccella sono: la Chiesa di San Giuseppe, posta nella parte alta e più antica della città con attiguo convento, ora disabitato, dei Frati Minori, riformati francescani; la chiesa della Madonna delle Grazie, edificata a circa settecento metri dalla battigia da un gruppo di marinai devoti, che ringraziarono così la Madonna per lo scampato naufragio; la chiesa matrice che, tra tutte è la più imponente. Un altro squarcio di storia è rappresentato dalle colonne di San Vittorio o di Melissari, nome della contrada ove furono rinvenute, una coppia di colonne alte, maestose, slanciate, poste in una piazzetta prospiciente il mare con accanto un mosaico di Nik Spatari che sintetizza la loro leggenda. Fatte in granito egiziano, erano forse destinate ad abbellire un tempio pagano. Certezza di oggi è il porto turistico in quanto la storia non dà per certa la sua origine ellenica o romana, comunque la posizione è molto bella e particolare, con il castello che lo sovrasta evocante antica nobiltà e fierezza Si pongono in questo porto molte speranze per lo sviluppo turistico di tutta la zona, purché venga attrezzato in modo adeguato. Oggi Roccella Jonica è un comune che conta circa settemila abitanti, è collocato in una posizione geografica ridente: alle spalle troviamo l'Aspromonte e le Serre, mentre si allunga per 7-8 km. sulla costa ionica e beneficia di un clima mite e prettamente mediterraneo che permette una tradizione secolare contadina, considerato che incendi e atti vandalici hanno distrutto zone ricche e fertili. Inoltre Roccella, per il suo clima e per la sua posizione geografica, d'estate diventa una piacevole cittadina turistica balneare. La popolazione nel corso dei secoli, si è trasferita dalle campagne al Borgo che è il centro storico e dal Borgo nella zona mare dove è concentrata la più alta densità di abitanti; alcuni vivono in contrade non molto distanti dal paese, mentre la zona collinare detta Bosco Catalano, molto più ricca un tempo di vigneti, uliveti, alberi da frutta, ortaggi, oggi ridotta zona agricola perché ripetuta vittima di incendi, è la zona residenziale estiva dove ci si trasferisce per sottrarsi alla calura estiva. La maggior parte della popolazione svolge mansioni impiegatizie e professionali, una piccola parte è dedita all'artigianato e al settore terziario ma si contano un certo numero di disoccupati, soprattutto giovani, in quanto non è presente l'insediamento industriale nel territorio tranne una piccola fabbrica di maglieria che dà occupazione a circa dieci operai. Comunque il comune, per la sua buona posizione geografica e pianeggiante, vanta una agevole rete di servizi di trasporto e di comunicazione che permette facili contatti con le altre realtà territoriali. Nel comune sono presenti strutture pubbliche ricreative ed impianti sportivi, scuole materne, elementari, un asilo nido, un liceo scientifico, un istituto tecnico industriale ed un centro di formazione professionale gestito dalla Regione. Molte le associazioni ed istituzioni culturali e sociali.
Avvenimenti periodici importanti del nostro paese sono: il grande mercato settimanale del martedì; il carnevale roccellese che si festeggia con sagre gastronomiche, balli in maschera e rappresentazioni popolari di piazza; i riti della settimana santa che culminano, nel giorno di Pasqua, con la "confrontata", sul Calvario, in cui San Giovanni annuncia per ben tre volte, alla Madonna, incredula, che Cristo è risorto.
Nel periodo luglio-agosto si svolgono varie manifestazioni tra cui il festival jazz "rumori mediterranei" d'importanza mondiale, la sagra del fungo organizzata dal Gruppo Micologico "N. Capitò" e la sfilata di alta moda sartoriale.
Roccella è ormai una città in continua metamorfosi, poco è rimasto dell'antico borgo medioevale aggrappato al castello, da tempo sono sorti numerosi impianti sportivi, nuovi quartieri, un grande Auditorium ed un teatro all'aperto, ubicato ai piedi del Castello.
 
Il Castello dei Carafa
 
 
"Roccella di San Vittore: la città, il palazzo e la chiesa. Archeologia topografica e urbanistica storica di un centro medievale della costa ionica".
E stato questo l'avvincente argomento affrontato in un convegno pubblico organizzato dall'amministrazione comunale. Davanti a una platea numerosa e attenta, l'archeologa Marisa Morrone Naymo ha illustrato con ricchezza di dati e con l'ausilio di splendide immagini digitali e piante prospetti, i risultati del suo lavoro di ricerca archeologica, storica ed artistica, avviata qualche anno addietro e finalizzata a risalire all'aspetto originario del palazzo feudale dei Carafa, che comunemente viene definito Castello. Dalle ricerche effettuate sulle murature e dallo studio comparato delle fonti storiche documentari, Marisa Morrone Naymo ha dapprima precisato la distinzione tra il palazzo feudale realizzato, in tempi e con interventi diversi, con l'ingresso dei Carafa (che ebbero il feudo di Roccella a partire dal 1479, ma non misero piede nella cittadina prima del 1500) e di resti del più primitivo fortilizio con annessa la Torre di Pizzofalcone.
Quindi la relatrice ha rimarcato come ci siano tracce di un primo palazzo cinquecentesco (il lato più antico è quello rivolto a nord, verso Caulonia) dotato di stanze con scuderie annesse, un cortile ed altri servizi, del quale si ha testimonianza anche in una "platea" del 1534. Tuttavia il palazzo che si è conservato fino ai giorni nostri è quello che rimane di un più ampio ed elegante edificio settecentesco in architettura barocca stile "Reggia di Versailles", che Vincenzo Carafa, duca di Bruzzano, fece ricostruire quando nel 1703 divenne Principe di Roccella. La nuova costruzione, voluta dal duca di Bruzzano nel 700 inglobò edifici che esistevano nelle precedenze e estese verso sud. Tra gli ambienti del primo piano, a parte il grande arco d'ingresso allo scalone principale (costituito da quattro rampe coperte da volte a botte) spicca la sala ottagonale o "sala degli specchi", che presenta tracce di stemmi Carafa, dipinti sulla volta, e un vestibolo da cui ci si affaccia al grande balcone monumentale che domina la facciata lato ovest.
Nel dibattito finale si è parlato della possibilità di restauro del palazzo, ipotesi che vede contrapposti da un lato quanti sostengono che esso debba essere lasciato un rudere così com'è attualmente, dall'altro quanti propendono per una ricostruzione fedele all'originale.