Reggio
di Calabria, come amano chiamarla i suoi abitanti
ha origini che risalgono al V‘lI secolo a.C. Oggi
conserva ancora intatto il suo ruolo di punto di raccordo
tra l’Italia e il Mediterraneo nel
quale è immersa. Situata sulla riva est dello Stretto
di Messina, guarda verso la costa siciliana
alla quale è stabilmente collegata da traghetti e
da aliscafi. Dal luminoso lungomare, tra lussureggianti
zone verdi, è possibile ammirare la Fata
Morgana, quello strabiliante fenomeno per cui nelle
sue acque in certe condizioni di luce, si specchia la città
di Messina. Reggio Calabria è anche un centro balneare,
il clima è mitissimo e il paesaggio è preziosamente
arricchito da piante esotiche. Tra pini, palmizi e aranci,
si trovano ruderi greci, resti di terme
romane con pavimenti musivi a testimonianza di
un grande passato. Reggio Calabria è sede
del Consiglio Regionale della Calabria ed è
terra di cultura e di arte. È sede universitaria
e di una delle più prestigiose facoltà di
Architettura. Splendida è la Via Marina.
Le perenni fioriture del superbo viale, l’intenso
azzurro del mare che lo affianca, il fascino dei tramonti
che rinnovano scenografie di alte note cromatiche, fanno
di questa via una delle più suggestive d’Italia.
Il Museo
Nazionale è una costruzione monumentale,
realizzata in travertino, adorna di rilievi raffiguranti
le più belle monete della Magna Grecia. A Reggio
ha sede la Soprintendenza alle Antichità
della Calabria, la cui biblioteca raccoglie una
delle più ricche collezioni archeologiche della civiltà
italiota proveniente da scavi effettuati nel suolo calabrese.
Il più grande tesoro custodito da Reggio Calabria
è certamente quello costituito dai Bronzi,
i due capolavori dell’arte greca rinvenuti nel
mare di Riace il 16 agosto del 1972. Ma insieme
alle vestigia greche e romane, godibili in tutta la loro
splendida bellezza, sono il Castello aragonese,
il Duomo e la Chiesa
degli Ottimati.
Il Duomo in stile romanico a tre navate con pulpito marmoreo
realizzato dall’Angiolini, contiene
sepolcri del ‘600, l’Assunta
e una Resurrezione di Lazzaro attribuita
a F. Solimena. Il Castello aragonese è formato da
due bastioni cilindrici. La chiesa degli Ottimati conserva
i resti di un pavimento normanno ed una “Annunciazione"
di A. Ciampelli degli ultimi anni del 1500.
CENNI STORICI
Di origine calcidese come Messina, Reggio Calabria,
fu fondata da profughi messeni. Fu la città del leggendario
Caronda le cui leggi consentirono la pace
e lo sviluppo per almeno due secoli. Lungo le due coste
dello stretto, Reggio Calabria, fu centro di commerci e
grande fu la sua influenza politica e militare. La conquista
dello lonio da parte dei Persiani e l’accresciuta
concorrenza da parte degli Etruschi, indebolirono
la città ed il suo ruolo nella costa. In questo periodo
a rilevare le sorti della città e ad instaurare la
sua tirannia fu Anassilao che conquistò
Zancle (Messina) e fece di Scillatium (Scilla) un fortilizio.
Successivamente, Anassilao, subì le conseguenze della
sconfitta ad Imera dei Cartaginesi ai quali si era alleato
per difendersi dai Siculi. Reggio, allora, fu costretta
a piegarsi a Siracusa. Alla morte di Anassilao, i suoi figli
strinsero un patto d’alleanza con Taranto, ma furono
duramente sconfitti ad opera degli lapigi. Nel 461, dopo
appena sei anni di governo i figli d Anassilao furono cacciati
della città. Le guerre del Peloponnese videro Reggio
schierata con Atene contro: Locri alleata
di Sparta, mentre restò neutrale nella lotta tra
Atene e Siracusa, salvo poi combattere conto Dionisio I
per difendere la propria autonomia. La sconfitta di Reggio
da parte dei Siracusani fu disastrosa, la città venne
espugnata e distrutta. Venne riedificata da Dionisio
il Grande che mutò il nome di Rhegìon
in Febea. Nel 351 si liberò del giogo siracusano
e nel 282 si alleò con i Romani per respingere l’attacco
dei Bruzi. L’esercito romano, forte di 4000 campani,
la occupò nel 280 nel corso della guerra contro Pirro.
Ne nacque uno Stato indipendente. Tuttavia Roma occupò
nuovamente la città nel 270 e la federò con
il nome di Rhegium. Nell’89 divenne municipio romano.
Nel periodo imperiale Reggio conservò intatti la
lingua e i caratteri greci e fu l’unica città
della penisola calabra che non subì decadenze. Nel
410 vi giunsero i Visigoti che la distrussero.
Nel 510 lo fu sotto il dominio di Totilia e più avanti
dei Bizantini che elessero la città metropoli dei
loro possessi nell’Italia meridionale. Reggio in seguito
fu invasa dai Saraceni e dai Longobardi
per poi ritornare ai Bizantini. Nel 1060
fu conquistata da Roberto il Guiscardo.
Partecipò insieme ai centri della Sicilia ai «Vespri»
e nel 1282 si schierò con gli Aragonesi nella guerra
che ne seguì. Nel 1302 con il trattato di
pace di Caltabellota fu assegnata agli Angioini di Napoli.
Nel corso della dominazione spagnola fu assalita varie volte
dai barbari perdendovi in prestigio e in importanza. Il
generale francese Reyner la occupò
nel 1808 e Napoleone ne fece un ducato
per il generale Oudinot. Nel 1847 si ribellò
ai Borboni. Fu conquistata dai garibaldini il 20 ottobre
del 1860.
MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI
Fiera Agrumaria: si svolge annualmente
e generalmente nel mese di dicembre. Primavera reggina
(21 marzo - 21 giugno) nel corso della quale hanno luogo
diverse manifestazioni culturali quali: gli Incontri
di Studi Bizantini e il Premio Nazionale
"Reghium Juli". Festa della Madonna
in settembre.
GASTRONOMIA
Nella cucina reggina vi è una predilezione speciale
per la melanzana che viene cucinata in
mille modi, anche con la pasta o farcita e cotta al forno.
Rinomato il tonno di Reggio Calabria che
viene cucinato alla bagnarese (da Bagnara). A Reggio si
possono gustare ottimi dolciumi. In particolare
i torroni di Natale e una pasta
di mandorle con la quale viene confezionata la
«frutta martorana». I vini
sono quelli del periodo greco. Si trarra di vini bianchi
come il Greco
di Gerace, il Greco di Bianco.
Tra i rossi i Pellaro ottimi con gli arrosti.
Da ricordare anche lo Zibibbo,
il Palizzi e il Moscato,
quest’ultimo per i dessert.