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La dichiarazione di Fini. 1 Gennaio 2005
 

Non intendiamo fornire i nominativi per rispetto delle famiglie, che in alcuni casi, dopo essersi dichiarate sicure dell'identità, hanno chiesto ulteriori accertamenti e in altri casi hanno espresso il desiderio di vedere rispettato il loro dolore.

Quando sarà possibile stilare il bilancio definitivo della tragedia, il numero complessivo degli italiani deceduti sarà molto superiore. Purtroppo anche gli accertamenti tramite il DNA si stanno rivelando estremamente difficili. Le Autorità thailandesi hanno garantito che gli accertamenti scientifici dell'identità dei cadaveri occidentali saranno possibili anche nelle prossime settimane. All'Australia è stato affidato il coordinamento del team di esperti scientifici che nei prossimi giorni lavoreranno per individuare con certezza quanti più cadaveri possibili. Il nostro nucleo di Carabinieri rimarrà in Thailandia ancora qualche giorno.

D'intesa con il Ministro dell'Interno, il Ministero degli Esteri sta studiando le iniziative necessarie per assistere coloro che nei prossimi giorni decideranno di accertare col DNA l'identità dei loro parenti dispersi. Preghiamo caldamente i familiari dei dispersi, di cui comprendiamo l'angoscia, di non recarsi a Phuket perché la situazione è ancora molto difficile e perché - lo ripetiamo - le Autorità locali hanno assicurato di aver separato le salme degli occidentali e hanno garantito che i test DNA saranno possibili anche nelle prossime settimane.

Va comunque ricordato che il maremoto è stato di tali dimensioni da rendere impossibile il recupero di tutte le salme. Molti corpi non verranno mai più ritrovati.

Per quanto riguarda il numero di coloro di cui sono state chieste notizie alla Farnesina dal 26 dicembre alle ore 22 del 31 dicembre, è stato di 7.267.

I riscontri effettuati presso le nostre ambasciate, attraverso telefonate ed SMS e attraverso la Polizia di Frontiera per i rimpatriati hanno permesso di accertare che 6.607 connazionali sono salvi.

Alle ore 22 del 31 dicembre erano quindi 660 gli italiani di cui si erano perse le tracce. Nella giornata del 1° gennaio le nuove richieste di notizie giunte alla Farnesina sono state una decina.

La preziosa collaborazione della Polizia di Stato sta garantendo che accurati riscontri continueranno anche nei prossimi giorni e purtroppo per lungo tempo.

Quasi il 90% di coloro di cui non si hanno più notizie si trovavano certamente nella zona di Phuket o avevano detto ai familiari di partire per la Thailandia. L'8% si trovava nello Sri Lanka o aveva detto di voler raggiungere il Paese.

Soltanto nelle prossime settimane si potrà saper con certezza per quanti dei 660 connazionali non rintracciati al 31 dicembre, sarà lecito presumerne ai sensi di legge l'avvenuto decesso.

Il Sottosegretario Margherita Boniver, delegata ai rapporti con i Paesi dell'Asia, svolgerà quanto prima una serie di missioni nell'area per illustrare l'insieme delle iniziative italiane.

È stato costituito in seno al Ministero degli Esteri un Coordinamento Nazionale per la gestione degli aiuti destinati ai Paesi colpiti dalla catastrofe. Al Comitato hanno aderito i rappresentanti delle Regioni, delle Province, dei Comuni, delle Università, dei tre Sindacati confederali, l'Associazione delle ONG italiane, Confindustria, le Agenzie ONU in Italia, la Croce Rossa Italiana e molti altri Enti impegnati nel campo della solidarietà e del volontariato (es. Caritas, S. Egidio). Il Coordinamento verrà svolto dalla Cooperazione allo Sviluppo ed è aperto a quanti impegnati nel settore dello sviluppo vorranno aderire.

Nell'ambito degli interventi che l'Italia si appresta ad avviare, un ruolo particolare verrà svolto dalla Croce Rossa Italiana.

Tra gli strumenti operativi che l'Italia ha indirizzato alla realizzazione di specifiche iniziative di ricostruzione, è previsto l'utilizzo, sui territori colpiti, delle somme che dovrebbero essere restituite all'Italia quali rimborsi dei crediti di aiuto da noi concessi (“riconversione del debito”). Si tratta in particolare di 9,4 milioni di dollari per lo Sri Lanka e di 30 milioni per l'Indonesia. Per gli altri Paesi verranno effettuati interventi attraverso le Organizzazioni Internazionali.

Iniziative immediate (Cooperazione italiana):
1) due voli con destinazione Sri Lanka (uno dei due in collaborazione con le ONG) per un valore complessivo di 1 milione di Euro);
2) 3 milioni di Euro per interventi operativi decisi dalle missioni di esperti inviate in loco;
3) disponibilità a rispondere agli appelli internazionali che le agenzie dell'ONU stanno quantificando.

I fondi raccolti dalle sottoscrizioni coordinate dalla Protezione Civile verranno gestiti d'intesa con il Ministero degli Esteri nel quadro di un piano d'intervento complessivo a favore dei Paesi colpiti.

Per prima, l'Italia si è adoperata per sollecitare un intervento dell'Unione Europea, che ha condotto allo stanziamento di 10 milioni di Euro per l'Indonesia, 8 milioni di Euro per lo Sri Lanka e 2 milioni per le Maldive.

A livello multilaterale l'Italia ha proposto una riunione del Club di Parigi per la ristrutturazione del debito commerciale dei Paesi colpiti che avrà luogo a Parigi il 12 gennaio prossimo (non si tratta di cancellazioni ma di dilazionamenti a termine più o meno lungo).

Il 7 gennaio, in Lussemburgo, l'Italia annuncerà l'insieme dei suoi interventi nel corso della riunione dei Ministri per la Cooperazione allo Sviluppo dell'UE. La riunione consentirà anche di mettere a punto una linea d'azione comune dei Paesi dell'Unione, in vista della Conferenza dei Paesi donatori convocata dalle Nazioni Unite per l'11 gennaio a Ginevra. (Eventuale convocazione di una riunione ad hoc dei Ministri degli Esteri prima della sessione ordinaria del Consiglio prevista per il 31 gennaio).

Il totale degli aiuti realizzati o in via di realizzazione è stimabile al momento in 70 milioni di euro.