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MISSIONARIO, "COSÌ LO TSUNAMI HA COLPITO SUMATRA".
 

"Stiamo tutti bene.
Tra ieri e oggi abbiamo contattato tutti i religiosi e le religiose presenti a Sumatra (Indonesia) e nessuno ha subito danni.
Ma lo scenario, soprattutto nella zona di Aceh (estremo nord dell'isola di Sumatra), è davvero gravissimo e si parla già di oltre 6000 morti".
Lo ha detto poco fa alla MISNA padre Vincenzo Baravalle, superiore regionale dei missionari Saveriani dell'Indonesia, contattato telefonicamente nella città costiera di Padang, circa 500 chilometri a sud di Medan, principale città di Sumatra.
Il terremoto, durato circa 7 minuti, è stato avvertito a Padang e Bukittinggi anche se in maniera più lieve.
Più forte alle isole Mentawai ed ancora più forte a Nias, zone maggiormente vicine all'epicentro.
"Improvvisamente ? racconta padre Baravalle - il livello del mare si è abbassato.
Ci siamo affacciati e abbiamo visto le navi alla foce del fiume, che fa da porto per i viaggi alle Mentawai, inclinarsi come se fossero rimaste in secca.
La gente è rimasta stupita del fenomeno, ma non del terremoto, al quale siamo abbastanza abituati.
Dopo un'oretta è arrivata l'ondata Tsunami e il mare si è fatto veramente brutto".
I danni, ha spiegato il missionario, non sono stati grandi perchè Padang (dove si trova la casa provinciale dei saveriani) è protetta dall'isola Nias, dal piccolo arcipelago di Tello e dalle isole Mentawai.
Anche queste isole hanno subito danni relativi perchè collocate 'a coltello' rispetto alla direzione dell'ondata che sostanzialmente è stata tagliata a metà diminuendone così la violenza.
La stessa fortuna è toccata alla costa occidentale di Sumatra con le molte penisolette, che hanno protetto l'interno.
L'isola che ha avuto il danno maggiore è stata Nias, nella parte occidentale (Sirombu ed isole Inako) dove sono morte un centinaio di persone, incluso un pastore protestante.
Il maremoto ha causato invece un vero disastro ad Aceh, Sumatra del nord, la cui costa è stata investita frontalmente dallo tsunami che è penetrato all'interno per oltre cinque chilometri.
"Tutti sono stati colti di sorpresa.
Cessato lo stupore per il terremoto, infatti, sembrava essere tornata la calma e nessuno si aspettava altro.
E invece poco dopo...
I morti sono tanti, oltre seimila, e non si riesce ancora a stabilire a quale cifra si arriverà visto che le comunicazioni sono interrotte" ha detto ancora alla MISNA padre Baravalle.
"Riconosco con commozione ? prosegue il missionario - che tutti si stanno muovendo per raccogliere fondi ed aiutare i sopravvissuti rimasti privi di tutto.
Le Chiese, di qualsiasi confessione e di ogni religione, le organizzazioni statali, le televisioni private, i giornali, le organizzazioni universitarie, tutti si stanno dando da fare per raccogliere fondi ed aiutare".
"Dio è amore e così noi stiamo celebrando il vero Natale nella solidarietà con i fratelli morti e sofferenti" ha concluso il saveriano.