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Maremoto in Asia. News e articoli.
 
25/01/2005 - 13:50
1500 CORPI STRANIERI IN CENTRO IDENTIFICAZIONE.

Le operazioni di riconoscimento delle vittime dello tsunami in Thailandia saranno piu' rapide: 1.500 cadaveri di stranieri saranno trasferiti tra oggi e venerdi' nel nuovo centro di identificazione allestito a Tcha Cha Chai, vicino all'aeroporto di Phuket. Nel nuovo complesso, visitato sabato scorso dal ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, si e' trasferita anche la squadra di 60 esperti costituita dalle polizie di 20 Paesi. Per l'Italia sono presenti 18 tra carabineri del Racis e uomini della scientifica. Le autorita' thailandesi hanno deciso di mandare a Tcha Cha Chai solo i cadaveri degli stranieri fino da ora custoditi in due templi di Takua Pa, trasformati in enormi obitori per conservare i resti in container refrigerati. Proprio a Phuket, la settimana scorsa, e' stata identificata la ventunesima vittima italiana, grazie alle radiografie dentarie che hanno dato conferma del riconoscimento fatto dai familiari. In una sede provvisoria, la squadra di sessanta scienziati ha fino a oggi estratto circa 120 campioni di Dna al giorno; nella nuova struttura si potra' lavorare piu' velocemente e arrivare anche a quota 200. Un lavoro minuzioso che spesso deve fare i conti con l'esasperazione e l'impazienza dei familiari che vogliono poter portare a casa i propri cari e dar loro sepoltura. Un caso emblematico e' quello di Marco e Paolo Benaglia, due gemelli che gestiscono una pasticceria nella localita' balneare e che nello tsunami hanno perso i genitori e una figlia.

 
25/01/2005 - 09:40
Si aggrava il bilancio in Asia: 280.000 le vittime.

E' sempre più grave il bilancio del terremoto-maremoto che ha devastato, il 26 dicembre, le coste dei Paesi che si affacciano sull'Oceano indiano. Dopo un'ennesimo bilancio fornito dalle autorità indonesiane, il computo delle vittime morte o presunte tali è salito a oltre 280.000.

L'Indonesia si conferma il Paese più colpito: 228.429 persone morte o disperse, secondo il ministero della sanità. La Thailandia è arrivata a 5.384 vittime confermate, oltre a 3.000 persone disperse, più di un migliaio delle quali straniere. Il numero delle vittime nello Sri Lanka, che è stato il secondo Paese più duramente colpito, è arrivato a 30.957, oltre a  5.637 dispersi. Nella vicina India, il bilancio delle vittime è arrivato a  10.744 oltre 5.669 persone ancora disperse o presunte morte. 
   
Bilancio Paese per Paese
    Indonesia:  228.429
    Sri Lanka:   30.957
    India:       16.413
    Thailandia:   5.384
    Maldive:         82
    Malaysia:        68
    Myanmar:         61
    Bangladesh:       2
    Somalia:        298
    Tanzania:        10
    Kenya:            1
    Totale:     281.705.

 
22/01/2005 - 19:50
FINI, "SI PUÒ, ANZI SI DEVE, TORNARE A PHUKET".

Il turismo italiano deve tornare a Phuket: per salvare un'intera regione thailandese dalla crisi economica ma anche per evitare il crollo degli imprenditori italiani che hanno investito nel paradiso delle vacanze, sconvolto dallo tsunami del 26 dicembre. "Si puo' -e, per certi versi, si deve- tornare a Phuket", ha detto il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, incontrando la comunita' italiana che affronta il pieno della stagione turistica con alberghi e ristoranti deserti. Riccardo Maltomini, presidente del ClubItalia, polemizza con i giornalisti italiani e li accusa di "suonare la campana a morto" per il turismo a Phuket. Il capo della Farnesina ha cercato di smorzare le polemiche e ha illustrato le iniziative del ministero per sostenere la ricostruzione. "Per alcuni", ha detto, "e' stato un momento tragico; ora e' il momento di dimostrare di che pasta e' fatta la nostra gente". Alla comunita' italiana, Fini ha assicurato che puo' contare non solo sul sostegno di Roma, ma su quello del governo thailandese. "Il premier Thaksin Shinawatra", ha detto, "ha elogiato non solo l'impegno della protezione civile ma anche di coloro che vivono qui, per quanto hanno fatto e stanno facendo". "Lo Stato non puo' risarcirvi", ha detto il vicepremier, "ma puo' aiutare a risollevarvi senza l'assillo di che cosa accadra' nei prossimi tre mesi". L'impegno italiano e' a fornire prestiti a tasso "iperagevolato", il cui pagamento delle rate iniziera' un anno dopo la concessione e la cui garanzia sara' coperta al 90 per cento dalla Sace, la societa' di servizi assicurativi per il commercio estero. Il tetto massimo del contributo sara' di un milione di euro. A chi non ha attivita' imprenditoriali, ma ha perso tutto, sara' garantito un sussidio di cinquemila euro per due o tre mesi. A Phuket il ministro ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione di una lapide nell'unica chiesa cattolica della città, a memoria delle vittime italiane dell tsunami. Qui ha anche incontrato Marco e Paolo Benaglia, due gemelli che gestiscono una pasticceria nella localita' balneare e che nello tsunami hanno perso i genitori e una figlia.

 
22/01/2005 - 10:50
Identificata la ventunesima vittima italiana. I dispersi sono 189.

"Questa settimana è stata identificata grazie a un'impronta dentale la ventunesima vittima ufficiale italiana". Lo ha annunciato il medico legale Vincenza Liviero, uno dei quattro membri permanenti del comitato esecutivo del centro identificazione salme di Phuket, in Thailandia.

L'identificazione della vittima italiana è stata possibile "perché la famiglia ha inviato dall'Italia una ortopanoramica fatta in Italia prima dello tsunami", ha precisato il medico legale della Polizia. Il bilancio dei morti italiani accertati sale così a 21 e quello dei dispersi scende a 189.

 
18/01/2005 - 16:20
1 MLN DI PERSONE PRIVE DI MEZZI DI SUSSISTENZA.

L'Ufficio Internazionale del Lavoro (Ilo), chiede con urgenza che le strategie per la creazione di posti di lavoro "ad alta intensita' di manodopera" siano integrate alla risposta umanitaria e alle attivita' di ricostruzione a seguito del maremoto in Asia che, secondo le stime, ha lasciato solo nello Sri Lanka e in Indonesia circa 1 milione di persone senza mezzi di sussistenza. Un documento che illustra la strategia dell'Ilo, preparato dall'ufficio regionale dell'Ilo di Bangkok, sara' presentato alla conferenza delle Nazioni Unite per la riduzione dei danni causati dal disastro aperta martedi' nella citta' giapponese di Kobe. In risposta alla tragedia dello tsunami, l'Ilo propone "il recupero del lavoro ad alta intensita' di manodopera, una particolare attenzione ai bisogni dei gruppi piu' vulnerabili e la ricostruzione dei meccanismi di protezione sociale". Inoltre, l'Ufficio si e' impegnato a coordinare i suoi sforzi con quelli dei governi e del sistema multilaterale. L'inondazione delle zone costiere ha causato la distruzione di case e palazzi, strade e ponti, sistemi idrici ed elettrici, raccolti, sistemi d'irrigazione e per la pesca, strutture produttive e piccole imprese. Per l'Ilo l'inondazione ha avuto un duro impatto sui mezzi di sussistenza della popolazione delle aree piu' colpite. Inoltre, nelle comunita' piu' povere la gente ha perso non solo l'unica fonte di guadagno ma anche la maggior parte dei loro scarsi possedimenti. La stima iniziale indica quindi 1 milione di posti di lavoro persi.

 
18/01/2005 - 16:20
FINI IN SRI LANKA PER ORGANIZZARE AIUTI.

Passata l'emergenza e' ora di affrontare la ricostruzione delle aree devastate dallo tsunami. Da domani il ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, sara' nello Sri Lanka e in Thailandia per organizzare gli aiuti, ma anche per coordinare iniziative concrete, come l'interesse di una grande azienda alimentare italiana ad aprire uno stabilimento nell'isola dell'Oceano Indiano. Il contributo dell'Italia ai Paesi colpiti dal maremoto del 26 dicembre ha gia' raggiunto quota 158,3 milioni di euro, che comprendono le donazioni private e la conversione del debito. Una cifra che pone l'Italia al secondo posto tra i donatori europei, dopo gli oltre 522 milioni di euro della Germania. La visita di Fini, come ha illustrato il capo del servizio stampa della Farnesina, Pasquale Terracciano, iniziera' nella capitale dello Sri Lanka, dove domani incontrera' il presidente, signora Chandrika Bandaranaike Kumaratunga; il ministro degli Esteri, Lakshman Kardigamar, i leader dell'opposizione ed esponenti della comunita' italiana nel Paese. I temi che saranno affrontati sono particolarmente delicati e riguardano soprattutto la veicolazione degli aiuti in regioni che sfuggono al controllo delle autorita' di Colombo, come il nord-est dell'isola in mano alla guerriglia Tamil. Gli interventi gia' pronti comprendono sei unita' sanitarie mobili, un piano di ricostituzione della flotta peschereccia spazzata via dall'onda e un progetto per la tutela dei minori. Oltre a questi interventi immediati, la Cooperazione ha in programma l'apertura di una linea di microcredito che si inserisce nelle iniziative dell'Onu, che ha dedicato il 2005 a questa forma di finanziamento rivolta soprattutto alle imprese artigiane e in cui l'Italia, come ha detto Terracciano, "ha una buona esperienza".

 
18/01/2005 - 9:20
Sri Lanka, altre 7000 vittime al bilancio.

Si e' aperta stamane nella citta' giapponese di Kobe la Conferenza mondiale sulla riduzione del danno delle catastrofi, con l'obiettivo specifico di realizzare un sistema efficace di prevenzione dei disastri naturali a livello globale. A Kobe, che proprio ieri ricordava il decimo anniversario del terremoto che la rase al suolo, causando la morte di 6.400 persone, si parlera' soprattutto del maremoto di Sumatra che il 26 dicembre ha devastato le coste dei Paesi che si affacciano sul Golfo del Bengala e di alcuni stati dell'Africa orientale. Tra gli obiettivi, creare le basi per la creazione di un sistema di allerta tsunami nell'Oceano indiano, come parte di una rete mondiale, obiettivo al quale hanno gia' assicurato il contributo, tra gli altri, il Giappone, gli Stati Uniti, l'Australia, l'India e la Francia. Al summit, che si prolunghera' fino a sabato, partecipano un migliaio circa di tecnici provenienti da 150 Paesi (politici, esperti ambientali, tecnici dell'organizzazioni non governative, rappresentanti di banche e istituzioni finanziarie, autorita' locali e governative, membri di organismi internazionali, principalmente Onu.

 
17/01/2005 - 9:20
Sri Lanka, altre 7000 vittime al bilancio.

Le autorita' dello Sri Lanka hanno elevato di circa 7.000 vittime il bilancio delle vittime confermate in seguito allo tsunami che ha devastato le coste dell'isola lo scorso 26 dicembre. Secondo il ministero della Sicurezza Pubblica, il computo totale dei morti e' salito a 38.195 (l'ultimo dato era fermo a 30.920 vittime). "Stiamo incontrando altri cadaveri man mano che scaviamo tra le macerie", ha spiegato in una conferenza stampa un direttore generale del ministero, Tilak Ranavirajak, il quale ha aggiunto che il computo finale previsto superera' le 40.000 vittime.
 
16/01/2005 - 19:20
Saccheggiatore ucciso a coltellate dalla folla.

Un uomo, che insieme ad altre persone stava saccheggiando le rovine di alcune abitazioni distrutte dal maremoto a Thalapitiya, nel sud dello Sri Lanka, è stato ucciso a coltellate da alcuni residenti del villaggio.

Altri sei 'sciacalli' sono stati consegnati dalla gente alla polizia. "Uno del gruppo è stato ucciso a coltellate", ha riferito il vice ispettore generale di Polizia "stiamo indagando, ma secondo i primi indizi, sono stati gli stessi familiari delle vittime a rivoltarsi contro i saccheggiatori"

 
16/01/2005 - 18:50
Somalia: abbandonati dalla comunità internazionale.


Una implorazione al mondo perchè aiuti i superstiti del maremoto di Santo Stefano è stata lanciata oggi dal sindaco dell'isola somala di Hafuun, Mohamed Said: ''Vi prego, venite ad aiutarci, anche noi facciamo parte della comunità internazionale'', ha detto in un'intervista all'Agence France Presse, nella quale ha lamentato che la Somalia è stata ignorata dal flusso di aiuti perchè le sue spiagge sono state emarginate dal flusso turistico internazionale a causa dell'annosa guerra civile che insanguina il paese.
''Il mondo sta aiutando con generosità le vittime del maremoto, ma non coloro che vivono fuori delle zone di frequentazione turistica'', ha detto Said; ''La mia regione sta soffrendo una grave scarsità di alimenti. Spero che i vostri interventi di aiuto alle vittime del maremoto non si limitino al ripristino delle zone di frequentazione turistica''. Haafun è un'isola molto povera nell'Oceano Indiano, una quarantina di chilometri al largo dalla costa somala.

 
16/01/2005 - 17:30
In partenza primo carico aiuti per Sud Est Asia da Calabria.


Quattordici container con 300 tende verso lo Sri Lanka

Partira' nel pomeriggio la prima carovana di aiuti della Protezione civile della Calabria, allertata dal Dipartimento nazionale, per le popolazioni del sud est asiatico colpite dal maremoto. Quattordici container con 300 tende saranno partiranno alla volta dell'aeroporto Montichiari di Brescia per essere imbarcati su un Boeing cargo 777 con destinazione lo Sri Lanka.

 
16/01/2005 - 17:25
Governo GB prepara nuova legge dichiarazione morte.

Il governo britannico si appresta a presentare una legge per abbreviare il periodo di tempo richiesto per certificare la morte dei dispersi. Questa iniziativa, ha scritto oggi il 'Sunday Telegraph', consentirà ai familiari delle centinaia di dispersi britannici nelle aree colpite dal maremoto di avere il certificato di morte dei loro congiunti e di accedere ai loro beni (conti bancari, premi assicurativi etc.) al termine del periodo di un anno dalla scomparsa, invece dei sette previsti dall'attuale legislazione. I cittadini britannici dispersi da ultimi dati sono 403, 51 quelli morti.
 
16/01/2005 - 17:15
Premier Persson: forse più di mille i morti svedesi.

Potrebbero essere più di mille le vittime svedesi dello tsunami del 26 dicembre, e la maggior parte di esse sarebbe morta in Thailandia. Lo ha detto il primo ministro svedese Goeran Persson durante la sua visita a Bangkok.
"Non sappiamo ancora quanti svedesi siano morti, ma temiamo che siano diverse centinaia e, nel peggiore dei casi, più di mille", ha spiegato Persson, nel corso di una conferenza stampa insieme al primo ministro norvegese, Kjell Magne Bondevik, a quello finlandese Matti Vanhanen, e al premier thailandese Thaksin Shinawatra.

 
16/01/2005 - 12:10
Kobe ospita conferenza Onu.

Kobe ospitera' martedi' la conferenza internazionale dedicata alla questione della creazione di un sistema di allarme anti-tsunami. Vi parteciperanno 3 mila esperti e rappresentanti di circa 150 Paesi. Si parlera' tra l'altro dei sistemi di allerta precoce, anche contro le inondazioni, i cicloni, i disastri legati all'acqua, ma ci saranno anche sessioni economiche, in particolare sul finanziamento dei sistemi di prevenzione. Proprio 10 anni fa Kobe fu distrutta da un terribile sisma.
 
16/01/2005 - 10:45
Bimbo solo per 3 settimane.

Un bimbo ha vagato solo, per tre settimane sulle spiagge dell'Aceh, la regione indonesiana piu' colpita.E' stato trovato da una squadra della tv britannica Sky. Il bimbo si chiama Martunis ed ha 7 anni. Era affamato e smagrito, con il corpo coperto da punture di zanzare. E' sopravvissuto bevendo dalle pozzanghere e cibandosi di spaghetti secchi. E' stato riconosciuto in ospedale e cosi' si e' potuto avvertire i familiari. La madre e due fratelli sono dispersi.
 
15/01/2005 - 19:45
Indonesia: rischio tetano per i superstiti.

L' invio di 100 mila tende, destinate a costituire un riparo provvisorio per gli sfollati della provincia di Aceh, nell'isola indonesiana di Sumatra, devastata dal maremoto del 26 dicembre, è stato annunciato dal portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), Mans Nyberg, il quale ha precisato che l'Unhcr resterà sul posto per sei mesi, dopo i quali comincerà la fase della ricostruzione.

Nel frattempo, l'organizzazione Medici senza frontiere ha avvertito che sui superstiti alla tragedia grava il rischio tetano: il coordinatore dell'unità medica che si trova nella zona di Banda Aceh, Loris de Filippi, ha detto che sono stati già registrati 67 casi di tetano e il numero è in rapida crescita, con un tasso di mortalità del 25% circa.

 
13/01/2005 - 16:30
Fao: danni alla pesca nei paesi colpiti.


Il maremoto del 26 dicembre, secondo i dati elaborati dalla Fao e resi noti oggi, ha avuto effetti devastanti sul settore della pesca nei paesi colpiti.
In Sri Lanka, sono morti oltre 7.500 pescatori e più di 5.600 sono ancora dispersi. Dieci dei dodici porti più importanti sono stati devastati dalla furia delle acque, che ha distrutto gli impianti per la produzione del ghiaccio, le celle frigorifere, i magazzini e i moli per l'attracco.
In Indonesia, nella provincia di Aceh, dove vivono circa 42mila famiglie di pescatori, è andato distrutto il 70 per cento dei pescherecci e nella sola isola di Nias sono andate perdute 800 canoe. Due terzi della comunità di pescatori della capitale Banda Aceh sono stati uccisi dalle onde anomale. Sulle coste della Tailandia, 386 villaggi di pescatori, abitati da circa 120mila persone, hanno perso 4.500 barche. Secondo la Fao, in alcune zone la produzione ittica è calata del 90 per cento. E anche alle Maldive, dove gran parte della popolazione dipende dalla pesca per vivere, oltre un terzo delle isole è stato gravemente danneggiato e centinaia di porti e imbarcazioni sono stati distrutti.
L'agenzia delle Nazioni Unite ha anche sottolineato le devastazioni lungo i mille chilometri della costa indiana dell'Andhra Pradesh, quella del Tamil Nadu e dell'arcipelago delle isole Andamane e Nicobar. Nel Myanmar, sono stati colpiti circa 200 villaggi sparsi sulla costa meridionale del Paese, mentre in Malesia sono state messe a repentaglio le condizioni di vita di 6mila pescatori. Distrutte anche 2600 barche in Somalia e gli allevamenti ittici lungo le coste delle Seychelles.

 
13/01/2005 - 16:00
Morelli (Ong): metà fondi tolti a cooperazione.


"E' come far pagare l'emergenza maremoto ai bambini del Ghana", così il presidente dell'Associazione delle ong, Sergio Marelli, ha commentato seccamente la decisione del Governo di stanziare 70 milioni di euro per le zone colpite dal maremoto.

Marelli ha spiegato, infatti, che lo stanziamento per metà proviene dal fondo per la cooperazione internazionale e per l’altra metà dal fondo imprevisti del Ministero dell'economia. "Nessun fondo straordinario, - ha sottolineato - togliere fondi alla cooperazione è come far pagare l'emergenza maremoto ai bambini del Ghana".

 
13/01/2005 - 15:40
Berlusconi: ora parte la seconda fase degli aiuti.


"Ora si apre la seconda fase degli aiuti, quella in cui bisogna proseguire con l'assistenza sanitaria, potabilizzare l'acqua, intervenire sulla rete fognaria, sulla rete idrica e soprattutto sulle strutture sanitarie da ristrutturare e sul completamento delle strutture scolastiche". Lo ha detto in conferenza stampa il premier Silvio Berlusconi, che ha elencato i molti interventi già avviati nei territori colpiti dal maremoto, "soprattutto nello Sri Lanka dove si trova il numero maggiore di nostri connazionali. Abbiamo individuato una serie di interventi che stiamo trattando con le autorità locali", ha detto.

 
13/01/2005 - 14:20
190 gli italiani dispersi.


Allo stato attuale tra Thailandia e Sri Lanka risultano ancora 190 italiani dispersi e irreperibili, ha detto Pisanu. Dei dispersi, 175 sono in Thailandia e 15 in Sri Lanka. Il ministro dell'Interno ha anche parlato di altre 24 persone che risulterebbero 'irreperibili' in altri paesi dell'area. ''Si sta lavorando - ha detto - sull'irreperibilita' di queste persone, che potrebbe essere antecedente al periodo del disastro'.

 
13/01/2005 - 14:15
Fini: distinguere tra dispersi e irreperibili.


Il ministro degli esteri Gianfranco Fini ha precisato che "occorre fare una distinzione tra gli italiani dispersi nelle aree colpite dai terremoti del sud-est asiatico e quelli irreperibili". I dispersi, infatti - come spiegato dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu nel corso della conferenza stampa - sono 190: 175 dei quali in Thailandia e 15 nello Sry Lanka. A questi, si aggiungono altre 24 persone, distribuite tra India, Malesia, Birmania, Indocina e Maldive, che non avevano contatti con le rispettive famiglie già prima del maremoto, e dunque "potrebbero essere irreperibili da tempo".

 
13/01/2005 - 14:00
Fini: nessuno può dire governo troppo parsimonioso.


Lo stato italiano "ha mantenuto gli impegni assunti" in sede internazionale e "nessuno potrà dire che c'è stata solo una grande solidarietà popolare e che al contrario il governo è stato parsimonioso". Lo ha detto il ministro degli esteri Gianfranco Fini a proposito dei fondi stanziati dall'Italia in favore delle vittime del maremoto.

 
14/01/2005 - 13:40
Berlusconi: da Italia 150 milioni di euro a paesi colpiti.


Sono 70 i milioni di euro stanziati dallo stato italiano per i paesi colpiti dal maremoto del 26 dicembre. Lo ha annunciato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi al termine del consiglio dei ministri. Per quanto riguarda gli italiani, la solidarietà privata attraverso gli sms ha toccato i 43,3 milioni di euro. Inoltre 38 milioni di crediti saranno condonati a Sri Lanka e Thailandia.

 
13/01/2005 - 18:40
Raccolta fondi a Lamezia Terme (CZ)


La Raffaele Lamezia parteciperà alla raccolta di fondi “Volley 4 Asia” in favore delle popolazioni asiatiche colpite dal maremoto. La Lega Pallavolo di Serie A ha organizzato, infatti, per oggi a Verona “Volley 4 Asia”, una partita di beneficenza tra la Nazionale italiana di Montali ed una selezione di “All Star” della Serie A TIM, il cui incasso sarà destinato ad un progetto mirato, in modo da trasformare i fondi raccolti in un gesto concreto a favore delle popolazioni colpite dalla recente tragedia. Anche la Raffaele Lamezia ha deciso di partecipare fattivamente a questa gara di solidarietà, ed in occasione del tanto atteso derby stracittadino contro la Volo Virtus, in programma sabato 22 gennaio provvederà alla raccolta di offerte, che andranno ad aggiungersi al ricavato dell’incasso della partita “Volley 4 Asia”.

 
13/01/2005 - 18:30
Croce Rossa, servono fondi


Appello per arrivare a raccolte di oltre 118 milioni di euro

La Federazione internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa triplica la richiesta di fondi per il maremoto. I fondi necessari per le attivita' di assistenza nei Paesi colpiti sono cosi' passati ad oltre 118 milioni di euro. Un primo appello di fondi di circa 53 milioni di euro era stato lanciato il 30 dicembre scorso. La somma e' destinata agli aiuti per i prossimi sei mesi. Un altro appello riguardante l'insieme del 2005 e' previsto in febbraio.
 
13/01/2005 - 17:40
Uefa dona due milioni di dollari.


L'Uefa ha donato due milioni di dollari a favore delle vittime dello tsunami. L'organismo di governo europeo del calcio ha rivelato oggi di aver donato un milione di dollari (circa 750.000 euro) al Comitato Internazionale della Croce Rossa, a favore dei bambini delle regioni colpite dal maremoto. Inoltre, la Uefa ha donato un altro milione al Fondo Solidarietà per lo Tsunami creato dalla Fifa, l'organismo di governo mondiale del calcio.

 
13/01/2005 - 17:20
Precipita aereo Usa a Sumatra: salvo il pilota.

Un aereo da combattimento americano AV-8B Harrier è precipitato nell'Oceano Indiano al largo dell'isola indonesiana di Sumatra, durante una missione nelle acque internazionali. Lo hanno indicato a Washington fonti dei Marines, precisando che il pilota è riuscito a salvarsi.
L'aereo era decollato dalla portaerei Bonhomme Richard, coinvolta in operazioni di aiuto alle vittime degli tsunami.

 
13/01/2005 - 14:50
GIACARTA CI RIPENSA, TRUPPE STRANIERE BENVENUTE.


Giacarta corregge il tiro. Il ministro degli Esteri, Hassan Wirajuda, ha assicurato che il suo Paese vede con favore la presenza di truppe straniere nel Paese a sostegno delle operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dal maremoto. "Potete stare certi che accogliamo favorevolmente... anche truppe straniere. La loro presenza risponde a una nostra richiesta", ha detto Wirajuda in una conferenza stampa a Berlino dopo un incontro con il ministro degli Esteri tedesco, Joschka Fischer. Ieri il vice presidente indonesiano, Yusuf Kalla, in una dichiarazione riportata dall'agenzia ufficiale 'Antara', aveva detto che le truppe straniere avrebbero dovuto lasciare entro marzo la regione secessionista di Aceh, nel nord dell'isola di Sumatra. "Tre mesi sono sufficienti" aveva detto Kalla, "anzi, prima e', meglio sara'". I Paesi che hanno inviato contingenti militari a sostegno delle operazioni umanitarie nella provincia di Aceh, dove si combattono esercito e ribelli secessionisti, sono Australia, Stati Uniti, Singapore, Malaysia, Germania, Cina, Spagna, Pakistan, Giappone e Svizzera.