
Per ricostruire le zone devastate dal maremoto di una settimana
fa saranno necessari tra i cinque e i dieci anni. Lo ha detto
il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in un'intervista
all'Abc. «È il disastro più grave con cui
abbia avuto a che fare» ha detto Annan, che ha sottolineato
la «incredibile complessità» della distribuzione
degli aiuti nella decina di Paesi coinvolti nel disastro.
«Ci saranno differenze da Paese a Paese» ha detto
Annan, «ma secondo me per la ricostruzione ci vorranno tra
i cinque e i dieci anni e miliardi di dollari, a causa della vastità
della devastazione. Ovviamente i governi dovranno fare quello
che potranno, ma avranno bisogno del sostegno internazionale per
farcela».
Annan ha sottolineato la velocità con cui la comunità
internazionale si è mossa per far avere gli aiuti. «In
sette giorni abbiamo raccolto più soldi di quanti non ne
abbiamo ricevuto con tutti gli appelli fatti nel 2004» ha
detto, ma ha sottolineato che quella che si presenta adesso è
la necessità di far fronte alla logistica per la distribuzione
degli aiuti. «C'è bisogno di elicotteri e camion,
ma anche di controllori di volo per far muovere gli aiuti il più
velocemente possibile» ha detto, «nelle aree che non
sono raggiungibili, il Programma alimentare mondiale ha cominciato
i lanci paracadutati di beni e materiale».
Ma proprio dal Programma alimentare mondiale, la cui sede centrale
è a Roma, arrivano notizie delle incredibile difficoltà
di portare gli aiuti alle popolazioni disperate. In alcuni posti
vicini a Banda Aceh, capitale della provincia settentrionale di
Sumatra, Aceh, scene di selvaggia disperazione hanno portato a
sospendere le operazioni di aiuto: «Alcuni elicotteri hanno
tentato di atterrare nei villaggi costieri alla periferia di Banda
Aceh, ma la folla che si accalcava tra urla e implorazioni per
avere cibo ha impedito l'operazione», racconta un responsabile
del Programma alimentare mondiale dell'Onu. Confezioni di cibo
e sacchetti d'acqua sono stati lanciati dal cielo.
Per quanto riguarda l’Europa, l’Unione europea ha
deciso di affidare alla Francia il coordinamento delle operazioni
di soccorso dei Paesi appartenenti all’unione. Lo ha annunciato
il ministro dell'Interno, Dominique de Villepin. «Noi siamo
stati i primi ad arrivare a Colombo, e nello Sri Lanka siamo i
più numerosi», sottolinea de Villepin «Ecco
perchè l'Unione ci ha affidato un compito così essenziale».
La signora Michele Alliot-Marie, titolare della Difesa, ha dichiarato
che Parigi invierà in Asia la porta-elicotteri Jeanne d'Arce
una fregata con cinque elicotteri, squadre mediche e un'intera
struttura di supporto logistico, più un Airbus con a bordo
12 tonnellate di materiale per la purificazione dell'acqua e ingenti
quantitativi di farmaci.
Sempre da parte europea, un Paese che si sta impegnando in prima
linea negli aiuti è la Germania, una sessantina dei cui
cittadini risultano uccisi mentre oltre un migliaio sono dispersi.
L'esercito tedesco allestirà un centro di soccorso nella
provincia indonesiana di Aceh, a Sumatra, con un centinaio di
soldati adibiti a farlo funzionare.