Nonostante i danni enormi, per gli istituti di assicurazioni
il maremoto che ha colpito i paesi dell'Oceano Indiano la scorsa
settimana rappresenta una catastrofe moderata. E se Munich Re,
primo istituto di riassicurazioni al mondo, stima in circa 10
miliardi di euro il costo totale dei danni, altre valutazioni
indicano "danni nell'ordine di qualche miliardo di dollari".
Come Coface, che prevede un impatto economico "limitato"
nonostante il dramma umano.
E' quanto scrive Le Figaro, secondo cui il settore delle assicurazioni
ha visto catastrofi ben più costose, come l'uragano Andrew
negli Usa, perchè concentrate in zone dove le assicurazioni
sono molto diffuse. "Ma le decine di migliaia di orfani,
le centinaia di migliaia di persone sfollate e private di ogni
mezzo di sussistenza - scrive il quotidiano francese - non otterranno
alcuna indennità", semplicemente perchè in
questi paesi le assicurazioni sono molto poco diffuse. "Ad
eccezione di Banda Aceh in Indonesia - nota Le Figaro - nessuna
grande città è stata sommersa". D'altra parte
le grandi installazioni industriali del paese sono sfuggite al
maremoto, e ben pochi beni di grande valore economico sono stati
danneggiati. La geografia dei luoghi colpiti - con le onde dello
tsunami giunte a poche centinaia di metri oltre la spiaggia -
ha distrutto interi villaggi, ma nessuna compagnia di assicurazione
dovrebbe preoccuparsene più di tanto. Salvo per i complessi
alberghieri colpiti dal maremoto, perlopiù di proprietà
di società occidentali e quindi assicurati. Tanto che per
l'assicuratore Usa MetLife "il livello di copertura dei rischi
delle persone colpite ci porta a pensare che l'impatto non sarà
significativo".
Basti pensare che, a fronte di un rapporto fra premi assicurativi
e prodotto interno lordo pari al 9,6% negli Usa e all'8% in Europa,
in Tailandia non si arriva che all'1,19% e nel Bangladesh siamo
allo 0,2%, secondo le stime del newyorkese Insurance Information
Institute. E nei tre paesi più colpiti, India, Sri Lanka
e Indonesia, gli abitanti hanno speso in assicurazioni una media
individuale di 4, 7 e 8 dollari rispettivamente nel 2003, contro
i 2.000 dollari dei cittadini statunitensi. Così, Swiss
Re valuta in soli 64,8 milioni di euro il costo dei danni che
dovrà indennizzare, contro gli oltre 500 milioni di euro
che il gruppo dovrà sborsare per gli uragani che, la scorsa
estate, hanno colpito gli Usa, i Caraibi e il Giappone. Ecco una
tabella con la quota sul Pil dei premi assicurazioni in Occidente
e in alcuni paesi colpiti dal maremoto.