
"Piangiamo i nostri morti, piangiamo migliaia di morti di
tante nazioni, lontane nello spazio, vicine nel lutto": così
Ciampi nel messaggio di fine anno. Il presidente ha aggiunto che
"in ogni parte del mondo l'attesa serena del nuovo anno è
stata funestata dall'immane disastro in Asia". Tutto ciò,
ha detto, impone una riflessione sul fatto che "il mondo
è uno" e che sia "il mondo unito" ad affrontare
l'opera di assistenza ai popoli colpiti".
"Di giorno in giorno, di ora in ora - ha proseguito il presidente
nel suo discorso trasmesso a reti unificate - il bilancio delle
vittime e dei dispersi aumenta oltre ogni previsione. Tante famiglie
italiane, e tanti cittadini di quelle terre, che vivono fra di
noi, attendono in angoscia notizie".
La crisi in Medio Oriente può produrre catastrofi
"Dalle nostre coste meridionali, affacciate sul Mediterraneo,
lo sguardo volge - ha detto Carlo Azeglio Ciampi - ai paesi sulla
riva Sud, con alle spalle l'Africa, in attesa, tra disperazione
e speranza, del proprio riscatto; al Medio Oriente, i cui conflitti
alimentano folli ideologie terroristiche". "Quest'ultima
crisi - ha proseguito - puo' produrre catastrofi imprevedibili
attraverso il rischio dell' uso di armi di distruzione di massa".
"Questa minaccia rivolta al mondo intero, rischia di condurre
all'impiego di quelle armi di distruzione di massa che l'uomo
contemporaneo ha inventato e che non e' riuscito ad eliminare.
E' una minaccia di catastrofi che possono superare anche i peggiori
disastri naturali, come quello che stiamo vivendo".
La competitività rilancia lo sviluppo
Tocca a governo e Parlamento decidere "come intervenire"
per fronteggiare adeguatamente i problemi di una "crescita
stentata", dice Ciampi ricordando qual è vero obiettivo
da cogliere: vincere la sfida di una competizione globale. Perciò
il problema principale è quello di usare le risorse per
rafforzare il nostro sistema produttivo rispetto a quello dei
Paesi concorrenti.
La dialettica rafforza la democrazia
"La dialettica e i confronti sono essenziali alla democrazia.
Ma la ricerca di convergenze e di soluzioni concordate - ha aggiunto
- è utile a tutti, è necessaria, specie quando si
tratta delle regole fondamentali che guidano la nostra vita democratica".
Gli auguri di Bun anno del presidente
"Vi lascio alle vostre famiglie, alle vostre amicizie. Rinnovo,
con tutto il cuore, l'augurio di fine anno. Possa l'anno nuovo
portare serenità a tutti voi, alla nostra amata Italia".
Con queste parole il presidente della Repubblica ha concluso il
suo discorso augurale per il 2005