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La somma di 1,5 miliardi di euro
stanziati dai Venticinque, Barroso ha precisato che "non
include le consistenti donazioni giunte dai cittadini e
delle imprese dell'Unione europea". Alla conferenza
internazionale Asean di Giacarta il presidente della Commissione
europea ha anche annunciato di essere intenzionato a proporre
la creazione di una "facility" di 1 miliardo di
euro chiamata "prestito per lo tsunami dell'Oceano
Indiano", gestita dalla Banca europea per gli investimenti
(Bei).
"Lavoreremo con gli altri donatori e con le Nazioni
Unite, che prenderanno il comando, per assicurare un effettivo
coordinamento" nella distribuzione degli aiuti alle
popolazioni colpite dal sisma del 26 dicembre, ha detto
Josè Manuel Barroso, nel suo intervento alla conferenza
di Giacarta, dove le Nazioni Unite hanno ribadito con forza
il proprio ruolo-guida per la gestione degli aiuti, e gli
Usa hanno annunciato l'archiviazione del progetto di 'coalizione
internazionale' lanciato da George W. Bush il 29 dicembre.
Per Barroso "gli aiuti sono essenziali, ma forse ancora
più importante della quantità di soldi offerti
è che si assicuri la qualità degli aiuti",
ovvero che "siano distribuiti rapidamente e in modo
efficace e coordinato".
"L'Unione europea - ha aggiunto Barroso - nella misura
che le sarà possibile prenderà parte agli
sforzi internazionali per sviluppare un sistema di early
warning" per prevenire i futuri disastri. Bruxelles,
ha proseguito, "sta anche valutando le proposte per
un nuovo approccio dell'Unione nel rinforzare la propria
capacità nella prevenzione dei disastri e, come ha
fatto il presidente di turno del Consiglio, Jean-Claude
Juncker, accolgo le proposte per lo sviluppo di una rapida
risposta europea alle crisi umanitarie".
"Il popolo europeo è
assieme a quello dell'Asia", ha concluso Barroso, auspicando
che ci sia una transizione "morbida" tra la fase
degli aiuti umanitari e quella della ricostruzione dei Paesi
asiatici.
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