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Fao: danni alla pesca nei paesi colpiti.
 

 

Il maremoto del 26 dicembre, secondo i dati elaborati dalla Fao e resi noti oggi, ha avuto effetti devastanti sul settore della pesca nei paesi colpiti.
In Sri Lanka, sono morti oltre 7.500 pescatori e più di 5.600 sono ancora dispersi. Dieci dei dodici porti più importanti sono stati devastati dalla furia delle acque, che ha distrutto gli impianti per la produzione del ghiaccio, le celle frigorifere, i magazzini e i moli per l'attracco.

In Indonesia, nella provincia di Aceh, dove vivono circa 42mila famiglie di pescatori, è andato distrutto il 70 per cento dei pescherecci e nella sola isola di Nias sono andate perdute 800 canoe. Due terzi della comunità di pescatori della capitale Banda Aceh sono stati uccisi dalle onde anomale. Sulle coste della Tailandia, 386 villaggi di pescatori, abitati da circa 120mila persone, hanno perso 4.500 barche. Secondo la Fao, in alcune zone la produzione ittica è calata del 90 per cento. E anche alle Maldive, dove gran parte della popolazione dipende dalla pesca per vivere, oltre un terzo delle isole è stato gravemente danneggiato e centinaia di porti e imbarcazioni sono stati distrutti.

L'agenzia delle Nazioni Unite ha anche sottolineato le devastazioni lungo i mille chilometri della costa indiana dell'Andhra Pradesh, quella del Tamil Nadu e dell'arcipelago delle isole Andamane e Nicobar. Nel Myanmar, sono stati colpiti circa 200 villaggi sparsi sulla costa meridionale del Paese, mentre in Malesia sono state messe a repentaglio le condizioni di vita di 6mila pescatori. Distrutte anche 2600 barche in Somalia e gli allevamenti ittici lungo le coste delle Seychelles.