Ieri è scoccato il 7° giorno dal tsunami e la tradizione
buddista vuole che in questa ricorrenza si benedicano le anime
dei morti. Prakhrupiboonthammanuyut, un monaco buddista del tempio
di Khaoluck, ha invitato gli altri suoi confratelli a celebrare
il rito religioso offrendo anche il proprio cibo e i propri beni
per distribuirli alle vittime del terremoto come segno di condivisione
e solidarietà. “La nascita, l’età, la
malattia e la morte” ha detto il monaco durante il rito
“sono i 4 tipi di sofferenza e di miseria che capitano di
norma all’essere umano”.
Secondo le ultime cifre fornite dal ministero dell’Interno,
il numero dei morti confermati è finora di 4.985, dei quali
2.457 turisti stranieri e 2.252 tailandesi; 276 cadaveri non sono
stati ancora identificati. I dispersi ammontano a .6424.
Il primo ministro Thaksin Shinawatra ha affermato che la cifra
delle vittime nel paese potrebbe arrivare a 8 mila.
Le operazioni di soccorso agli sfollati continuano e si intensificano:
sono 47.700, sia stranieri che tailandesi, appartenenti a 129
organizzazioni, i volontari che stanno operando nelle 6 province
meridionali colpite dal maremoto. Vi è mancanza di acqua
potabile e timore per la pioggia che potrebbe rendere più
difficili i soccorsi. Urgente la presenza di psicologi per assistere
le famiglie che hanno perso i loro cari nel disastro. La provincia
centrale di Ayudhaya ha fornito ai soccorritori a Phangnga 6 elefanti
per aiutare a recuperare i cadaveri sugli alberi, nel fango o
laddove non è possibile arrivare.