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La dichiarazione di Fini. 1 Gennaio 2005
 

Ieri è scoccato il 7° giorno dal tsunami e la tradizione buddista vuole che in questa ricorrenza si benedicano le anime dei morti. Prakhrupiboonthammanuyut, un monaco buddista del tempio di Khaoluck, ha invitato gli altri suoi confratelli a celebrare il rito religioso offrendo anche il proprio cibo e i propri beni per distribuirli alle vittime del terremoto come segno di condivisione e solidarietà. “La nascita, l’età, la malattia e la morte” ha detto il monaco durante il rito “sono i 4 tipi di sofferenza e di miseria che capitano di norma all’essere umano”.

Secondo le ultime cifre fornite dal ministero dell’Interno, il numero dei morti confermati è finora di 4.985, dei quali 2.457 turisti stranieri e 2.252 tailandesi; 276 cadaveri non sono stati ancora identificati. I dispersi ammontano a .6424.

Il primo ministro Thaksin Shinawatra ha affermato che la cifra delle vittime nel paese potrebbe arrivare a 8 mila.

Le operazioni di soccorso agli sfollati continuano e si intensificano: sono 47.700, sia stranieri che tailandesi, appartenenti a 129 organizzazioni, i volontari che stanno operando nelle 6 province meridionali colpite dal maremoto. Vi è mancanza di acqua potabile e timore per la pioggia che potrebbe rendere più difficili i soccorsi. Urgente la presenza di psicologi per assistere le famiglie che hanno perso i loro cari nel disastro. La provincia centrale di Ayudhaya ha fornito ai soccorritori a Phangnga 6 elefanti per aiutare a recuperare i cadaveri sugli alberi, nel fango o laddove non è possibile arrivare.