
"Il primo gennaio i dispersi erano 660, ma avevo annunciato
che uno stretto collegamento con il ministero degli Interni si
andava ad una fse di ulteriori accertamenti che ha portato nei
giorni scorsi a più riduzioni del numero dei dispersi che
ci consente di quantificare in 338 il numero di connazionali ancora
dispersi". In una conferenza stampa alal Farnesina, il ministro
degli Esteri Gianfranco Fini ha ancora una volta ridotto il numero
degli italiani dei quali non si ha più notizia dopo il
terremoto del 26 dicembre. "Questo è il nocciolo duro
sui cui si attesterà il bilancio finale della tragedia",
ha detto ancora Fini lasciando capire che il numero delle vittime
italiane difficilmente scenderà di molte decine come nei
giorni scorsi.
"Appena finita l'emergenza mi recherò in Thailandia
e Indonesia per mostrare solidarietà e informarmi sulle
condizioni dei molti italiani che risiedono nella regione",
ha aggiunto Fini, precisando che il 7 gennaio sarà a Bruxelles
per fare il punto con i 24 parigrado europei "sui vari aspetti
che l'Unione deve affrontare in questa tragedia".
"Da oggi il compito di continuare le ricerche sarà
esclusivamente del ministero degli Interni - ha proseguito Fini
- Gli interessati al sisma erano non meno di 10-12mila, fra turisti
e residenti. L'Unità di Crisi della Farnesina ha avuto
più di 8mila contatti". Sui 331 italiani dispersi
in Thailandia, 7 sono minorenni.
"Abbiamo il dovere di continuare a lavorare, la speranza
è l'ultima a morire - ha detto invece il ministro dell'Interno
Beppe Pisanu - Ma siamo preparati al peggio, a dover risprtare
in Italia i corpi degli italiani scomparsi. A questo fine abbiamo
costituito due team: il primo responsabile dei test del DNA, coordinato
dalla Polizia Scientifica, che prenderà contatti con i
familiari delle presone disperse per i prelievi di materiale organico
necessario agli esami".
Si costituirà una baca dati del DNA raccolto, che opererà
su Napoli, Roma e Palermo".
"Il secondo team medico legale italiano - ha detto ancora
Pisanu - partecipa alla task force di esperti costituita a Puket.
Partirà fra 48 ore e avrà tre compiti: confrontare
per la parte italiana le informazioni della banca dati italiana
con quelle raccolte in loco sui corpi degli occidentali; concorrere
all'espletamento delle procedure per il rimpatrio dei corpi; fornire
ogni altra assistenza al gruppo operante in Italia". Pisanu
ha anche detto che "finora non ci sono indizi" su casi
di pedofilia ai danni di bambini coinvolti nel maremoto, in contrasto
con quanto riportato dalla stampa.