Le autorità hanno realizzato una fossa
per 10mila salme: ma i dati identificativi degli stranieri
sepolti si stanno cancellando.

PHUKET (THAILANDIA) - Dopo la strage e il soccorso alle
popolazioni colpite dallo tsunami è il momento della
sepoltura dei cadaveri e dell'identificazione delle vittime
europee. e purtroppo l'urgenza di seppellire i corpi, ha
portato alla creazione di fosse comuni dove si troverebbero
enche i corpi di occidentali. Sono circa 600 i corpi di
vittime dello tsunami del 26 dicembre scorso ritrovati in
una di queste fosse in Thailandia. Tra loro ci sarebbero
300 turisti europei. La notizia è riportata dal sito
del settimanale tedescoDer Spiegel. La fossa comune si trova
a Bhuridadfpong, a nord di Khao Lak. Ma secondo le autorità
locali, i mezzi per identificare i cadaveri ci sono ancora.
Il medico presente sul posto, Wicharn Girdwichai, direttore
dell’ospedale di Bangkog Chaophya ha detto al giornalista
di Der Spiegel che sui cadaveri di coloro che sono stati
seppelliti sono stati impiantati dei microchip per permettere
in un secondo momento l’identificazione dei corpi.
Un esponente della Croce Rossa tailandese ha detto che le
vittime dalla regione di Khao Lak sono state condotte al
tempio di Jarn Yao e qui è stato prelevato loro del
materiale genetico e successivamente sono stati impiantati
i microchip.
UN ALTRO CASO - Più critica potrebbe essere la situazione
in un'altra parte della Thailandia. I cadaveri non identificati
di centinaia di turisti stranieri uccisi dallo tsunami vengono
seppelliti in una gigantesca fossa comune a Ban Muang, 120
chilometri a nord di Phuket, dove presto finiranno anche
i corpi degli occidentali finora conservati nelle celle
frigorifere degli ospedali. L'inviato del quotidiano britannico
The Times, Daniel McGrory, è arrivato sul posto -
un campo che sorge ai bordi di un monastero buddista dietro
una fila di palme. Sono state scavate 20 trincee, ognuna
lunga circa 150 metri. I corpi raccolti sulle spiagge del
sud che quando è arrivata l'onda assassina erano
affollate di turisti stranieri, arrivano avvolti in teli
di plastica a bordo di camion. Un braccio meccanico li prende
e li depone nelle fosse che quando sono piene vengono coperte
con uno strato di terra. «Può sembrare un modo
spietato di agire, ma cosa altro possiamo fare? Sono troppi
e questo è il metodo più efficiente per conservare
i cadaveri», ha detto il funzionario thailandese Weiapol
Pitcun all'inviato del Times, mettendo bene in chiaro che
in quel posto non sono ammessi i parenti dei dispersi che
continuano ad arrivare con ogni aereo proveniente dall'Europa
e girano da un villaggio turistico distrutto ad un ospedale
in una ricerca sempre più vana e disperata dei loro
cari.
IMPEDITO L'ACCESSO ALLE FAMIGLIE - Mentre militari armati
tengono a bada i locali che si affacciano da dietro la fila
di alberi per vedere cosa stanno facendo le scavatrici,
il funzionario insiste: «Le famiglie - dice - non
devono venire qui. Scrivi che non serve a nulla, che non
c'è niente da cercare». Le autorità
thailandesi sostengono che i corpi messi in queste fosse
non saranno dimenticati. Secondo loro si tratta solo di
una sistemazione provvisoria in attesa che gli oltre 200
esperti forensi arrivati da vari Paesi europei riescano
attraverso il Dna a dare un nome ad ogni corpo avvolto nella
plastica. Per convincere il giornalista del Times che si
sta facendo di tutto per permettere una futura identificazione
dei corpi, Pitcun gli illustra la procedura. Ogni cadavere
al quale è stato prelevato il Dna è accompagnato
da un'etichetta in triplice copia: una viene messa in una
busta di plastica a contatto con il corpo, una viene attaccata
fuori e la terza applicata ad un bastone di legno posto
accanto ai singoli cadaveri. Ma le cose in pratica, rileva
l'inviato del giornale, non vanno proprio così. Arriva
l'ordine di riesumare circa 600 dei corpi portati nei primi
giorni e si scopre che le etichette sono già illeggibili,
irrimediabilmente deteriorare dal disinfettante irrorato
sui sacchi mortuari, dal calore e dall'umidità. Quindi
gli esami del Dna che era stati fatti non servono più
e gli esperti forensi dovranno farne di nuovi.
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