La paura di epidemie nell'est dello Sri Lanka, come in altre aree
colpite dal maremoto del 26 dicembre scorso, diventa concreta
di ora in ora. "Ci preoccupa molto la propagazione di infezioni
attraverso le acque ma per il momento non ci sono stati decessi
legati a malattie di questo genere", ha detto il portavoce
del governo Tara de Mel. Le Nazioni Unite avvertono: l'enorme
area interessata dalla tragedia rende difficile la distribuzione
degli aiuti e si rischia un 'effetto imbuto' con migliaia di scatoloni
di beni di prima necessità e medicinali fermi negli aeroporti.
Il segretario di Stato americano Colin Powell, in partenza oggi
per le regioni devastate dai maremoti del 26 dicembre, ha escluso
che una visita del presidente George W. Bush nella regione sarebbe
stata opportuna.
A livello europeo, non mancano le polemiche sulla decisione dell'Ue
che ha affidato alla Francia il coordinamento degli aiuti dall'Europa
verso i Paesi asiatici colpiti domenica scorsa dall'onda devastatrice.
L'incarico, sostiene il ministro degli Interni Dominique de Villepin,
è stato deciso dall'Unione perché i francesi "sono
stati i primi e sono i più numerosi" nell'area.
A Roma, il ministero degli Esteri ha smentito quanto pubblicato
oggi da alcuni giornali: non ha mai reso nota alcuna lista di
nominativi di italiani dispersi per rispetto della privacy e per
l'esigenza in alcuni casi di ulteriori riscontri. Le liste pubblicate
oggi, insomma, dice la Farnesina, sono frutto di rimaneggiamenti
degli elenchi disponibili Paesi colpiti: non sono attendibili
in quanto costituiscono solo una delle varie fonti d'informazione
di cui dispone l' Unità di Crisi. Queste liste vengono
incrociate e integrate a Roma con i dati che provengono dai contatti
telefonici, con quelli dei tour operator, con le segnalazioni
delle Prefetture e quelle ricevute tramite messaggi telefonici.
L' Unità di Crisi, peraltro, è sempre disponibile
a fornire direttamente agli interessati notizie su singoli casi.