
Nel Tamil Nadu, prete cattolico ospita in chiesa 300 indù
vittime dello tsunami.
New Delhi (AsiaNews) – Fondamentalisti indù hanno
lodato ieri il lavoro svolto dai missionari cristiani nelle operazioni
di soccorso alle vittime dello tsunami in India. Il Rashtriya
Swayamsevak Sangh (RSS), braccio armato del Bharatiya Janata Party
(BJP), partito nazionalista indù ostile alle minoranze
religiose, ha definito “encomiabile” l’impegno
delle organizzazioni cristiane nel sud del paese colpito il 26
dicembre dallo tsunami. L’organo di stampa dell’RSS,
l’ Organiser, ha scritto ieri che “l’RSS e i
suoi affiliati, come il Sewa Barati e il Vivekananda Kendra, non
sono le sole organizzazioni impegnate nei soccorsi; si sono mobilitate
anche organizzazioni missionarie cristiane e musulmane, che svolgono
un encomiabile servizio umano”.
La Conferenza episcopale dell’India (CBCI), è stata
una delle prime a soccorrere le vittime dello tsunami, che solo
in questo paese ha ucciso oltre 15 mila persone. Il segretario
della CBCI mons. Percival Fernandez ha detto che “la Chiesa
è al servizio di tutti al di là dell’appartenenza
religiosa”. Il vescovo ha detto che “tutte le organizzazioni
sono invitate a collaborare con la Chiesa e le sue istituzioni
per raccogliere aiuti e distribuirli alla gente”.
Mons. S. Michael Augustine, arcivescovo di Pondicherry-Cuddalore
(nello Stato indiano del Tamil Nadu, India sudorientale), ha confermato
ad AsiaNews la “straordinaria” solidarietà
interreligiosa tra indù, cristiani e musulmani, che convivono
nei campi d’accoglienza “senza alcuna discriminazione”.
“Questo momento di crisi ha unito le persone nella sofferenza
– ha concluso il vescovo – i nostri volontari non
fanno differenza tra la gente bisognosa”
Padre Anthony Sampathkumar, sacerdote cattolico, sta ospitando
300 indù nella sua chiesa a Puthukuppam, un villaggio a
20 km dall’ex colonia francese di Pondicherry. Il prete
ha detto che “c’è una cieca fiducia reciproca
tra la gente, che si unisce nel dolore”. “Qui –
racconta p. Anthony – ogni persona ha perso 2 o più
familiari tra le onde e l’intero villaggio dei pescatori
è distrutto”.
Intanto il lavoro dei soccorritori nella zona di Pondicherry
è reso difficile dai continui falsi allarmi su un nuovo
maremoto. Parlando ad AsiaNews alcuni operatori degli aiuti hanno
detto che queste voci alimentano il “panico” e l’”insicurezza”
tra la gente ancora scioccata dalla catastrofe.