Google
Web

Suggerimento
Non hai trovato nel sito quello che cercavi. Ti suggeriamo di utilizzare lo strumento Cerca nel sito, per trovare quello che cerchi utilizzando delle parole chiave.

Lettera da Tsumane a Kannayakumari.
 

Siamo una Congregazione di Suore missionarie di origine italiana, che da oltre 50 anni opera in India.
Siamo presenti anche nello Stato di Andhra Pradesh e del Tamil Nadu, le zone dell'India più colpite dal maremoto: nel Tamil Nadu con due comunità di cui una nella cittadina di Karingal, dove gestiamo un ospedale con 50 letti.
Dal 1977 le sorelle che operano in questo ospedale si sono prese cura della salute di tantissime persone che vivono nelle vicinanze e che appartengono in parte alla classe media ma nella maggioranza ai ceti più poveri.
Karingal è situata a 7-8 chilometri dal mare e in posizione un po' alta per cui l'onda dello tsumani non l'ha raggiunta direttamente.
Colachel, l'area che ha subito i danni maggiori, si trova a 8 Km da Karingal.
Nell'ospedale vengono ricoverati i feriti più gravi mentre quelli che hanno riportato ferite leggere vengono giornalmente per farsi curare e poi tornano subito non nelle loro case, che ormai non esistono più, ma sul luogo della sciagura per paura di non poter ricevere neppure quei pochi aiuti che il governo sta distribuendo.
Anche questo però è difficile per il pericolo di nuove onde anomale: la polizia li rimanda indietro intimando loro di non tornare fino a quando non si comunicherà ufficialmente che il pericolo è passato.
Per la stessa ragione sono chiusi gli ospedali che si trovano vicino al mare.
Si continuano a scoprire cadaveri sulla spiaggia.
La polizia dice che questi corpi devono essere sepolti nella sabbia ma è difficile scavare delle fosse sulla spiaggia e oltretutto il pericolo imminente di nuove onde impedisce alla gente di avvicinarsi.
Nella visita ai villaggi ci si può rendere conto della vastità della tragedia: i sopravvissuti piangono per la perdita dei loro cari e dei loro beni.
E davanti a tale disperazione le parole umane sembrano vane e si può solo piangere con chi piange.
Dappertutto i senza tetto sono sistemati nelle chiese, nei templi, nei vari centri per le attività sociali.
Anche nella nostra comunità di Karingal abbiamo circa 30 persone che hanno perso tutto ed ora vivono con noi.
Già dal secondo giorno del cataclisma le nostre sorelle hanno iniziato un lavoro di assistenza.
La gente di Colachel, soprattutto quelli dei villaggi di Kottipad e Alickal, hanno perso tutto e per il momento sono ospitati nella chiesa e nei locali della scuola cattolica.
Sono migliaia e migliaia.
Fino a ieri le nostre sorelle, in collaborazione con un team medico locale hanno cercato di curare i colpiti dalla tragedia.
Da ieri, il governo centrale ha organizzato 40 campi nelle zone colpite della provincia di Kanyakumari.
In ogni campo operano un dottore, un'infermiera e degli studenti della facoltà di medicina.
Da domani le nostre sorelle andranno a Manakudi ed altri villaggi per vedere quali sono le necessità della gente in quelle zone.
Si dice che ci siano dei villaggi dove nessuno ancora è potuto giungere per portare gli aiuti: non esistono più strade, ci sono solo fiumi di fango che rendono quasi impossibile raggiungere alcune zone.
Non si sa con esattezza quanti siano gli orfani.
Si potrà accertare la loro entità solo quando tutti torneranno ai loro luoghi; per il momento sono tutti dispersi e sotto shock.
Al momento la cosa di cui abbiamo più bisogno sono medicine, cibo e acqua.
Solo in un secondo tempo, quando la zona sarà sanata e si sarà fatto un bilancio di tutte le perdite subite, si penserà alla ricostruzione delle case.

(Suor Sebasti Amali Hirudaya Missionaria dell'Immacolata)