BRUXELLES - Questa la ricostruzione della catastrofe del 26 dicembre nel sud-est asiatico, fatta dagli esperti del Centro comune di ricerca dell'Ue, e i tempi di raccolta e di diffusione delle informazioni da parte dello Us Geological Survey (Usgs), il Pacific tsunami warning centre (Ptwc) e il Centro comune di ricerca dell'Ue (Ccr).
00:57 - Terremoto.
00:58 - Il Ptwc registra il terremoto sui suoi rilevatori sismici. Il movimento tellurico è registrato anche dall'Usgs.
01:00 - Il terremoto colpisce varie città in Indonesia.
01:10 - L'onda colpisce le coste indonesiane.
01:15 - Il Ptwc rilascia un primo bollettino che avverte dell'avvenuto terremoto nell'Oceano indiano ma non registra rischi di tsunami per il Pacifico, pur diramando una generica allerta tsunami.
01:25 circa - L'Usgs notifica il terremoto a un centinaio di suoi scienziati e dirigenti.
01:30 - L'onda raggiunge Phuket e le coste della Thailandia.
02:00 - Il Ptwc aggiorna il proprio bollettino avvertendo che non ci sono rischi tsunami nel Pacifico, ma che il pericolo esiste nell'area dell'epicentro del sisma.
02:20 circa - Il Ptwc avverte telefonicamente l'Ufficio meteorologico australiano del rischio tsunami.
02:25 - L'Usgs invia un dispaccio più dettagliato a una lista di contatti esterni, incluso il dipartimento di stato Usa. Nessun accenno al rischio tsunami.
02:30 - L'Usgs pubblica sul suo sito Internet le informazioni sul terremoto.
02:30 - Un'ora e mezzo dopo la scossa l'onda raggiunge lo Sri Lanka e le regioni costiere vicine alla capitale Colombo.
02:35 - Il Centro comune di ricerca dell'Ue, sulla base delle informazioni dell'Usgs, lancia un allarme rosso all'Ufficio per gli aiuti umanitari dell'Ue (Echo) e alle agenzie Onu, tra cui Unocha.
02:45 - Lo tsunami colpisce le coste dell'India orientale.
04:00 - Tre ore dopo il terremoto, l'onda raggiunge le Maldive inondando al capitale Male.
09:45 - Lo tsunami colpisce Dar el Salam, la Tanzania e l'Africa orientale.