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l'ONU chiede 977 milioni per la ricostruzione.
Annan: il disastro ha avvicinato il mondo.
 

"Abbiamo visto il mondo avvicinarsi. Abbiamo visto una risposta basata non più sulle nostre differenze ma su ciò che ci unisce". Così il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha aperto oggi la conferenza internazionale organizzata dall'Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean), osservando un minuto di silenzio per rendere omaggio alle vittime della catastrofe.

La prima risposta del segretario di Stato americano Colin Powell ha raccolto l'invito di Annan: gli USA hanno subito annunciato lo scioglimento del gruppo di Paesi (USA, Autralia, India, Giappone) dei quali coordinavano gli aiuti nella Regione, rimettendo il compito alle Nazioni Unite.

"La nostra risposta a questa catastrofe senza precedenti deve essere ugualmente senza precedenti" ha dichiarato da parte sua il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, che ha qualificato il sisma e i successivi tsunami "il disastro naturale più distruttore" a memoria d'uomo. "Il disastro è stato così brutale, così rapido e così esteso che noi lottiamo tuttora per comprenderlo" ha sottolineato ancora il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

Il segretario generale dell'Onu ha anche dichiarato che il bilancio delle vittime della catastrofe rischia di superare i 150mila morti. Per ora, il bilancio ufficiale provvisorio si eleva ad almeno 139.856 morti, di cui 94.200 nella sola Indonesia. Ma conteggi diversi portano questo totale già ora oltre i 145mila morti.


Migliaia di persone sono tuttora considerate disperse lungo le coste dell'isola di Sumatra, la zona più vicina all'epicentro del sisma di magnitudo 9 (scala Richter) che ha devastato la regione il 26 dicembre scorso. Anche oggi la terra ha tremato: la scossa con epicentro vicino a Banda Aceh è stata di 6,2 gradi della scala Richter.

Indirizzandosi ai delegati del mondo intero, Kofi Annan e il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono hanno entrambi fatto appello oggi perche' sia realizzato un sistema di allarme degli tsunami nell'Oceano Indiano per evitare altre sciagure. "Anche se non siamo stati apaci di fermare lo tsunami, insieme abbiamo il potere di fermare le prossime ondate" ha dichiarato il segretario generale dell'Onu. "Gli ultimi undici giorni sono stati tra i più tristi della nostra vita, ma ci hanno permesso di vedere una nuova forma di luce" ha detto Annan.

L'ordine del giorno della conferenza resta dominato dalla questione della distribuzioni degli aiuti internazionali agli undici Paesi vittime degli tsunami.


Ieri sera, l'Australia ha promesso un aiuto tale di 810 milioni di dollari (610 miliondi di euro), il più forte contributo a favore dei Paesi sinistrati, seguito da quello tedesco con 660 milioni di dollari (500 milioni di euro), del Giappone e degli Stati Uniti.


I delegati presenti alla conferenza affronteranno in particolare la ricostruzione delle zone devastate, la gestione e la logistica dell'aiuto umanitario, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità mette in guardia contro il rischio di epidemie, che potrebbero essere mortali quanto le onde dello tsunami. "Ci sono difficoltà logistiche scoraggianti, ma non sono insormontabili" ha sottolineato Kofi Annan questa mattina. "E' una corsa contro il tempo".