Tutti sapevano ciò che stava accadendo ma nessuno agiva.
E' impressionante la ricostruzione dei fatti e di come nelle civiltà
della comunicazione nessuno riuscisse a comunicare.
Alle 7.50 di domenica gli alti comandi dell'aviazione militare
indiana sapevano che alla loro base
a Car Nicobar dell'omologo arcipelago a sud delle isole Andamane
era stata spazzata via dalle acque. La base era tra l'altro già
in emergenza per la scossa sismica registrata alle 6.29 a Sumatra.
Ma nessuno si muoveva. Alle 7.50 la mortale onda dello Tsunami
è in viaggio e manca un'ora prima che arrivi sulle coste
meridionali dell'India. Ci sarebbe il tempo per lanciare l'allarme
e invece trascorrono altri 41 minuti prima che l'Indiam Meteorological
Department tentasse di informare il governo di quanto stava accadendo.
E qui si incontra un ostacolo incredibile.
Il primo fax non giunge a destinazione e solo alle 9.14 un secondo
fax è sul tavolo del direttore T. Swami della Disaster
Control Room al ministero degli interni che lo invia al governo
alle 10.30. Ma alle 9.53 lo Tsumani si è già abbattuto
sulle scogliere indiane ad ovest di Indira Point e quando alle
13, finalmente, l'unità di emergenza di New York si riunisce
per esaminare la situazione non può far altro che constatare
l'immane catastrofe.
Anche a Jakarta erano consapevoli di quanto stava accadendo. Le
60 stazioni di rilevamento indonesiane avevano registrato immediatamente
sisma. Ma una perdita di dati della stazione di Java, dice Nanad
Puspsito, direttore del laboratorio sismologico alla Bandung Institute
of Technology, ha impedito di diffondere l'allarme.
Più grave l'atteggiamento dei thailandesi dove sia il dipartimento
di meteorologia sia quello delle risorse geologiche avevano piena
coscienza del terremoto sottomarino, ma non "l'abbiamo reso
pubblico", hanno spiegato i responsabili dei due organismi,
"perché non eravamo certi". 15 minuti dopo che
la terra aveva tremato a nord ovest di Sumatra, anche l'Internatio
Coordination Group for the Tsumani Warning System diffondeva ai
Paesi dell'area pacifica l'allerta registrato dal centro della
Noaa, l'Amministrazione americana per l'atmosfera e gli oceani,
alle Hawaii precisando nel bollettino che non esisteva la minaccia
di uno Tsumani distruttivo per il bacino del pacifico. Le autorità
americane hanno affermato di non essere stati in grado, nonostante
numerosi tentativi compiuti, di stabilire contatti efficaci con
i responsabili indiani. "Trasmettere comunicazioni di questo
tipo per allertare in modo adeguato la popolazione, dice Bill
McGuire, il direttore del Benfield Hazard Research Center di Londra,
è molto più critico che affrontare gli aspetti scientifici
dell'evento".