Stando alla madre del giovane, in realtà si tratterebbe
"solo di un grosso equivoco". "Voleva vendere
il dominio e donare il denaro per i soccorsi dopo lo tsunami
-ha dichiarato la protettiva Linda Kaplan- Mio marito e
io abbiamo detto: 'E' una buona idea, Josh'. Ma poi tutto
è diventato un incubo".
Registrato dalla giornalista freelance Michelle Tirado
il mattino stesso in cui è accaduta la tragedia del
mare in Asia, il "domain name" incriminato era
stato prima venduto a 99 dollari e poi ceduto gratuitamente
dalla stessa reporter a Kaplan che, secondo quanto riferito
dalla donna, diceva di agire per conto di un organismo internazionale
per la raccolta di fondi. E fin qui niente di strano. I
sospetti, l'indignazione e l'allarme invece sono scattati
quando Tirado ha visto il dominio "tsunamirelief.com"
in vendita su eBay a 50mila dollari: "Ho subito pensato
che ci fosse una buona probabilità che si trattasse
di una frode", ha dichiarato la giornalista.
E non è tutto qui. Arrabbiato per gli articoli pubblicati
sui quotidiani e per lo pseudonimo attribuitogli, Kaplan,
infatti, ha inviato alla freelance anche un'infuocata email
di protesta. Nel frattempo il dominio è stato ritirato
volontariamente dal sito dal venditore. Secondo un portavoce
del noto portale dedicato alle aste online, eBay ha una
politica molto rigorosa in fatto di raccolte di fondi per
solidarietà, e avalla aste solo se è sicuro
che il denaro sborsato per l'acquisto vada a una specifica
associazione.
Per risolvere la questione "tsunamirelief.com"
le strade percorribili ora sono soltanto due. O Kaplan decide
di riprendere l'asta online indicando una lista di enti
benefici a cui andranno i proventi, oppure il giovane studente
dovrà riconsegnare gratuitamente il dominio a Michelle
Tirado. ."E' completamente scioccato - ha detto la
madre del ragazzo, riferendosi alle accuse di voler speculare
sul disastro - la sua intenzione era solo quella di donare
soldi per il soccorso alle vittime".