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I soldi delle donazioni dei privati italiani verrannno investiti nello Sri Lanka.
 

Gran parte dei 40 milioni di euro donati dai privati italiani per l'emergenza tsunami verranno investiti nello Sri Lanka. Lo ha dichiarato Agostino Miozzo, dirigente generale della Protezione civile e responsabile della missione di emergenza italiana nello Sri Lanka, durante la visita del sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver nel presidio medico avanzato realizzato dagli italiani sull'isola di Kinniya, situata nel distretto di Trinko Malee nel nord est dello Sri Lanka.

Sull'isola di Kinniya si contano attualmente 20 mila sfollati e circa 900 morti. In tutto il distretto, la cui popolazione è al 90% musulmana, si contano 120 mila sfollati e 1.800 morti.

Nel centro sanitario allestito dalla Protezione civile italiana a Kinniya operano attualmente 60 persone e i pazienti trattati sono circa 200 al giorno.

Miozzo ha spiegato quelle che saranno in futuro le linee guida dell'intervento italiano. Gli interventi verranno concentrati nei distretti di Trinko Malee, Matara e Galle. Le priorità riguardano soprattutto la ricostruzione o creazione di ospedali e l'allestimento di presidi sanitari sparsi sul territorio. Inoltre particolare attenzione verrà dedicata alla ricostruzione di scuole. Nel solo distretto di Kinniya ne sono andate distrutte 54 sulle 115 distrutte in totale dallo tsunami nello Sri Lanka. Altri interventi sono previsti nel settore della pesca per ripristinare le condizioni di normalità attraverso aiuti ai pescatori locali per l'acquisto di barche e attrezzature per la conservazione del pesce. Sull'isola di Kinniya si registra anche un importante lavoro dei Salesiani che forniscono supporto a oltre 600 famiglie di sfollati e a una cinquantina di orfani.

Nel corso della sua visita a Kinniya la Boniver si è recata anche nell'ospedale distrutto dall'ondata dello Tsunami e dove intere camerate gremite di pazienti sono state sommerse dall'acqua. Le linee guida dell'intervento italiano per la ricostituzione di strutture sanitarie nei tre distretti dello Sri Lanka nei quali si opererà prevedono inoltre l'allestimento di strutture e attrezzature messe a disposizione dall'Italia ma l'impiego di personale medico locale.