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MISSIONARIO STIMMATINO,
"GRAVE PROBLEMA DEGLI SCOMPARSI".
 
"In un villaggio vicino a Ranong c'è un tempio buddista stipato di cadaveri; le vittime del maremoto sono state gettate lì, tutte insieme, e nel luogo sacro c'è un andirivieni continuo di persone in cerca dei propri familiari scomparsi".
Lo dice alla MISNA padre Michael Jaaresek, stimmatino, che si trova a Ranong, località tailandese a pochi chilometri dal confine con il Myanmar (ex-Birmania).
Il tempio di cui parla sorge a Namkin, un villaggio della zona che, come specifica il sacerdote, è "stato completamente travolto dal maremoto" del 26 dicembre scorso.
Padre Michael ricorda che a Ranong i morti accertati sono 172, tra cui uno di nazionalità birmana; la città, affacciata sul mare e situata 600 chilometri a sud di Bangkok e 300 a nord di Phuket, è infatti punto d'approdo di numerosi rifugiati provenienti dall'ex-Birmania, i quali, su disposizione del governo tailandese, devono restare 'in loco' e non possono trasferirsi in altre zone.
Oltre ai morti, a Ranong sono stati contati circa 1.100 feriti, ma il problema che sta emergendo in questi giorni con particolare urgenza riguarda gli scomparsi.
"Sono ancora in tanti a cercare disperatamente i propri familiari ? prosegue lo stimmatino ? e, tra l'altro, molti di essi hanno perduto tutto e non sanno a chi rivolgersi; le autorità governative hanno già assegnato 200.000 bath (circa 3.900 euro, ndr) ai familiari di ciascuna vittima accertata, ma quelli che ancora non hanno individuato i poveri resti dei propri cari non hanno diritto neppure a questo".
Il missionario conclude però con una buona notizia: l'esercito sta contribuendo a ricostruire le case distrutte nella zona e già 35 piccoli edifici sono in piedi per tornare ad ospitare gli abitanti locali.