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"Via commissioni da aiuti Asia".
 

Abolire la commissione da 1 euro per i versamenti sui cc postali in favore del Sud-Est asiatico. Lo chiede Telefono Blu, che denuncia come Poste Italiane, al contrario degli istituti di credito, chieda ancora la commissione. "Sono tante le richieste di intervento che ci provengono da tutta Italia. Le Poste ci prendono in giro", è l'accusa di Telefono Blu a Tgcom. "Non siamo insensibili, solo obbligati dalla legge", ha risposto Poste Italiane.


"Non ci volevamo credere e abbiamo fatto l'esperimento. Chiediamo pertanto alle Poste Italiane, di rimediare immediatamente a questa situazione non inventando scuse di alcuna sorta. Dover essere richiamati per questo, dopo che negli stessi sportelli si raccolgono fondi per un ente Onlus delle poste, è a dir poco bizzarro. Telefono Blu Sos Consumatori invita tutti a denunciare questi atteggiamenti (al centralino unico 199.44.33.78 o al sito www.telefonoblu.it) che saranno regolarmenti resi pubblici", si legge in un comunicato dell'associazione in difesa dei consumatori.

Da parte sua, l'azienda postale ha risposto alla denuncia, difendendo il proprio operato e annunciando che presto si adopererà per risolvere la questione degli aiuti alle popolazioni colpite dal sisma. "La decisione di mantenere la commissione da un euro - ha spiegato Paolo Di Prima, portavoce di Poste Italiane - è dovuta esclusivamente a ragioni legali. Non siamo noi a decidere, ma è la legge che regolamenta la nostra attività. La commissione vale per ogni versamento su conto corrente, non facendo distinzione tra solidarietà o meno". Questo non vuol dire che Poste Italiane non interverrà in proposito. "Siamo a conoscenza di questo "problema" - ha confermato lo stesso Di Prima - e stiamo ragionando sul da farsi. Una decisione in proposito verrà presa dal Cda nelle prossime settimane. Di sicuro interverremo e contribuiremo in qualche modo, anche se al momento non so come. Non è la sensibilità che ci manca".

Una risposta che, tuttavia, non ha convinto Telefono Blu. "Noi insisteremo. Gli aiuti servono adesso, i soldi sono stati versati dal 26 dicembre, mentre temo che le Poste interverranno soltanto tra molto molto tempo - ha detto a Tgcom il presidente Pier Orsoni - Le banche hanno detto che restituiranno i soldi. Loro, invece, non sanno ancora in che modo interverranno. Crediamo che decine di migliaia di persone abbiano contribuito e quindi le cifre in ballo non sono proprio piccole. Ripetiamo, si trovi il modo di ridare subito questi soldi, altrimenti è una presa in giro".


Alberto Gasparri