La cocaina è molto più pericolosa di quanto molti credono.
L'allarme arriva dalla Fondazione Svizzera di Cardiologia: sniffare cocaina, anche una sola volta, può essere fatale per il cuore. Dato che non sono interessati soltanto gruppi socialmente emarginati, bensì anche dirigenti d'azienda, artisti e personalità, si fa strada l'impressione che la questa droga sia innocua.
Ma in poco tempo il consumo di cocaina può generare dipendenza e talora le sue conseguenze sul cuore e sul cervello possono mettere a repentaglio la vita. Già sniffare coca una volta può essere una volta di troppo e portare a un infarto del miocardio, un arresto cardiaco e anche un ictus cerebrale. "Specialmente - spiega il dottor Sztajzel, cardiologo all’ospedale di Ginevra - se c'era già una malattia cardiovascolare come l'ipertensione arteriosa o la malattia coronarica . Se finora non si era manifestato nessun sintomo di una malattia del genere e quando provano la droga gli interessati non sanno di soffrirne, le conseguenze per la loro salute possono essere preoccupanti". Dopo soli sessanta minuti dall'assunzione di cocaina il rischio di infarto cardiaco aumenta di ben 24 volte. Responsabili dei danni sono diversi meccanismi: la cocaina aumenta la frequenza delle pulsazioni e innalza la pressione arteriosa. Perciò il cuore ha bisogno di più ossigeno. Contemporaneamente possono verificarsi delle contrazioni delle coronarie, viene attivata la coagulazione del sangue e quindi possono formarsi dei coaguli. Le possibili conseguenze sono dolori costrittivi al petto (angina pectoris) fino all'infarto del miocardio e disturbi del ritmo che possono determinare un arresto cardiaco. Gli esperti in materia di droghe stimano che circa il 30% dei consumatori di cocaina soffra di angina pectoris e che nel 6% si arrivi ad un infarto cardiaco. Se poi alla coca si associano altre sostanze che danno assuefazione, come la nicotina o l'alcool, il potenziale di rischio aumenta ulteriormente. "Quando arrivano al pronto soccorso persone con dolori al petto o tachicardia, specialmente se si tratta di giovani, i medici sono sensibilizzati al consumo di droghe e possono prendere le misure necessarie. Ma il pubblico deve ancora essere informato molto meglio su questo rischio", conclude il dottor Sztajzel.
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