L’itinerario ripercorre in gran parte le zone che
in epoca magno-greca furono sotto l’influenza crotoniate.
Siamo sullo lonio e sulla sua magnifica costa percorribile
mediante la SS. 106. Si costeggia continuamente il mare,
ma anche una zona agricola lussureggiante a forte vocazione
agrituristica. Dalle alture prospicienti la 106, infatti,
da un alto sperone presilano, si affacciano sullo lonio
Sersale
e Petronà. Sulla collina, a pochissimi
chilometri dalla spiaggia, sorgono tra gli altri i suggestivi
centri abitati di Sellia, Cropani,
Marcedusa, Botricello,
Cutro, le cui propaggini urbanistiche si
sono estese sulla costa e che purtuttavia conservano intatto
il carattere contadino d’un tempo. In questa zona,
volendo, ci si può muovere tra mare, collina e montagna
godendosi serene e fresche serate estive sulle alture che
guardano il mare dopo aver trascorso la mattinata sulle
spiagge bianche dello lonio. Ritornando al nostro itinerario,
visitare Crotone è d’obbligo.
Le ragioni di un soggiorno in una delle città più
famose della Magna Grecia si possono rintracciare in altre
parti di questa guida. Ma prima di giungere nella città
di Pitagora, Isola
Capo Rizzuto e Le
Castella, incanteranno certamente il visitatore.
Isola Capo Rizzuto giace su un terrazzo che fa da costa
allo lonio e si vuole abbia origini troiane. Dicono le storie
che fu Aristochena, una delle sorelle di Priamo, a fondare
una città sul Capo Rizzuto dal cui tempio dedicato
ad Era derivò il nome di Erapoli. Rimane avvolto
nel mistero l’abbandono della città da parte
dei suoi abitanti i quali si stabilirono in una zona più
interna. La nuova città veniva chiamata con il nome
di Asila o Insula o Aesula. Isola, oggi, è un centro
turistico reso ancora più prezioso non solo dalla
ricettività dei nuovi siIlaggi alberghieri, ma anche
da beni culturali di grande valore artistico come la Chiesa
Arcipretale di fattura rinascimentale con campanile dell’epoca.
Cinquecentesca è anche la Chiesetta di S. Marco.
Bellissimo è il Castello aragonese con torri a quadrilatero
situato su un isolotto in località Le Castella. Lo
costruì Andrea Carafa (1510-I 525) per difendere
il luogo dagli attacchi turcheschi. Ma la possanza della
struttura non intimorì il diavolo dei mari, Ariadeno
Barbarossa che dopo sette giorni di assedio espugnò
il fortino il 29 aprile del 1536 mettendo in ceppi tutta
la popolazione. Tra i prigionieri vi era un ragazzo,
Giovanni Dionigi Galeni il quale con un atto di
sottomissione ai turchi, riuscì a guadagnarsi la
libertà. Galeni divenne ammiraglio della flotta turca,
assumendo il nome di Occhiali, il cui busto
in bronzo troneggia ancora sullo spiazzo che si affaccia
sul magnifico Castello. Per giungere a Crotone ci si immette
nuovamente sulla SS. 106, prima, però, d’uopo
fare tappa a Capo
Colonna. L’abitato sorge su un promontorio
ed è il punto più orientale della Calabria.
A Capo Colonna si può ammirare l’unica superstite
di 48 colonne doriche di quello che in epoca magnogreca
(Vl-V secolo a.C.) fu uno dei più grandi e più
bei templi dedicati ad Hera (Giunone). Si narra che il tempio,
in epoca romana, fu saccheggiato da Annibale che si appropriò
dei tesori e di tutto ciò che vi era custodito per
testimoniare lo splendore e la potenza dì Crotone
al tempo di Pitagora. Il tempio, in seguito, fu quasi demolito
dai Romani che ne scoperchiarono il tetto per ricavarne
le grandi lastre di bronzo che furono trasportate nell’Urbe.
Quel che rimase del tempio fu utilizzato nel 1800 per la
fortificazione del porto di Crotone. Melissa
e più in là Cirò Marina
conducono, nella terra dei vini più antichi del mondo.
Si tratta dei mitici vitigni della Magna Grecia che oggi
alimentano una industria del vino moderna e avanzata tecnologicamente,
ma che non ha perduto i tempi e i metodi cari alla tradizione.