| L'ondata assassina è
arrivata poco prima delle 5. Ed ha sorpreso nel sonno tutto
il campeggio, dove insieme ai soliti turisti c'erano tanti
disabili organizzati in una specie di colonia. È stata
una strage.
Il fango ha travolto tutti e tutto, lasciando pochissime vie
di scampo: i tetti dei bungalow in muratura ed i salici centenari.
Chi non ha avuto la forza, la prontezza ed il coraggio di
saltare sui muri e sugli alberi non ha trovato scampo, a meno
di un miracolo.
Il teatro della tragedia è il camping
Le Giare, alle porte dei Soverato, una trentina di chilometri
da Catanzaro lungo la jonica. In tanti si sono resi conto
solamente il giorno prima che la piccola struttura turistica
sorgeva troppo vicina all'alveo di un torrente.
Dopo quarantotto ore di pioggia battente quel torrentello
è diventato un fiume. I detriti ed i resti degli innumerevoli
incendi che si sono succeduti durante l'estate hanno fatto
da tappo, ad una decina di chilometri a nord, nel comune di
Petrizzi, poi le migliaia di metri cubi d'acqua accumulati
nel vallone hanno avuto la meglio. La "diga" che
s'era formata per l'incuria dell'uomo ha ceduto, e giù
alla foce dell'ex torrentello è arrivata un'ondata
di fango. L'acqua si è riappropriata del suo spazio
originario.
Tempesta di fango. Nello spazio di qualche
minuto il camping è stato cancellato. È cambiato
lo stato dei luoghi, molti bungalow sono completamente ricoperti,
le auto del parcheggio raggomitolate ed ammassate quasi tutte
sulla sponda sinistra del torrente dando l'impressione di
uno sfasciacarrozze. Un vasto e folto canneto è stato
messo giù in pochi secondi. Il letto del torrente è
aumentato di almeno venti volte. Erano circa trecento gli
uomini impegnati nelle ricerche dei dispersi. I fuoristrada
erano inutilizzabili. L'unico modo per tentare il salvataggio
di qualcuno era ripercorrere le sponde scrutando con attenzione
sulla superficie fangosa. L'altro sistema adottato è
stato l'elicottero. Che però s'è potuto alzare
fino alle 13. Dopo è ricominciata la pioggia abbondante.
Soccorritori e volontari non si sono arresi, e sotto l'acqua
hanno continuato il tentativo di salvare qualche altra vita.
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