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Oggi la Basilica di San Pietro compie 500 anni
 

19/04/2006

 

 

Era il 19 aprile del 1506 quando venne posta la prima pietra del monumento
simbolo della cristianità.
La Basilica di San Pietro compie 500 anni.
Opera di grandi artisti da Bramante a Michelangelo.

La Basilica di San Pietro, monumento simbolo della cristianità e del primato pontificio, compie 500 anni. Era il 19 aprile del 1506 quando venne posta la prima pietra della nuova basilica – al posto di quella paleocristiana – e cominciarono i lavori voluti dal Pontefice guerriero Giulio II della Rovere, che pensava di innalzarvi il suo mausoleo. Secondo la tradizione la Basilica di San Pietro sorge sulla tomba dell’apostolo Pietro, crocifisso e giustiziato intorno al 60 d.C., sul luogo che il pontefice Anacleto volle segnare con la costruzione di un «trofeo». Fu però solamente con l’impero di Costantino ed il riconoscimento della religione cristiana quale culto ufficiale dell’i m p ero romano che si gettarono le fondamenta della basilica paleocristiana. I lavori, avviati nel 315 d.C., giunsero a compimento circa undici anni più tardi, quando papa Silvestro II consacrò la chiesa con una cerimonia solenne. Dopo più di un millennio di storia l’edificio che ospitava anche alcuni affreschi di Giotto, era ormai in una condizione di pesante degrado quando Papa Niccolò V ne decise un radicale restauro affidato a Leon Battista Alberti e a Bernardo Rossellino. Successivamente papa Giulio II decise di interrompere i lavori varando il progetto per la costruzione di una nuova cattedrale. Nel 1506 l’incarico venne affidato al Bramante, che cominciò con l’a b b a ttere la basilica pre-esistente e con il gettare le basi di quella che sarebbe divenuta la più grande cattedrale della cristianità. Negli oltre cento anni necessari a portare a compimento i lavori della Basilica si alternarono alla direzione della «Fabbrica di San Pietro» i più famosi artisti dell’epoca: da Raffaello Sanzio, che intorno al 1514 scelse di trasformare l'impianto dell’edificio bramantesco in una croce latina, ad Antonio da Sangallo il Giovane e a Michelangelo, che, sotto il pontificato di Paolo III, oltre a decidere di ricuperare il progetto a croce greca originale, disegnò la cupola di cui seguì personalmente la realizzazione fino alla morte del 1564. Nei circa trenta anni che seguirono, la «Fabbrica di San Pietro» venne affidata prima alla direzione del Vignola e poi a quella degli architetti Giacomo Della Porta e Domenico Fontana a cui si deve ascrivere il merito di aver portato a compimento intorno al 1588 il progetto michelangiolesco della cupola. La Basilica di San Pietro raggiunse l’attuale aspetto grazie all’i n t e rvento di Carlo Maderno, che, ritornò all’impianto basilicale a croce latina, e definì l’aspetto scenografico della facciata caratterizzato dalla scalinata, le colonne affioranti nelle murature, le finestre con la loggia delle benedizioni al centro ed in alto le tredici statue di Gesù, Giovanni Battista e gli apostoli. I lavori sulla basilica si conclusero sotto il pontificato di Urbano VIII nel 1626, ma solamente fra il 1655 ed il 1667 per volere di Alessandro VII, Bernini progettò e realizzò il grande portico a colonnato di Piazza San Pietro e pose al centro l'obelisco del I secolo a.C. proveniente da Eliopoli. La Basilica di San Pietro, oggi in grado di accogliere ventimila fedeli, è alta oltre 130 metri e lunga circa 190, i soffitti delle navate raggiungono quasi i 44 metri e la cupola circa i 120 metri all’i nterno ed i 136 sulla lanterna esterna; gli interni, caratterizzati dalle vastissime decorazioni a mosaico, sono anche lo scrigno prezioso per alcune delle più celebri opere d’arte al mondo, quali ad esempio il Baldacchino del Bernini e la statua della Pietà di Michelangelo. Il Vaticano celebrerà il quinto centenario con un programma di iniziative che verrà presentato in una conferenza stampa, giovedì 20 aprile, tra gli altri, dal card. Francesco Marchisano, Arciprete della Basilica di San Pietro, dal card. Albert Vanhoye, rettore emerito del Pontificio Istituto Biblico, uno dei massimi biblisti viventi, da mons. Angelo Comastri, presidente della Fabbrica di San Pietro, e dall’e x - m inistro e soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Antonio Paolucci.